Giorgia Soleri risponde alle polemiche: “Non sono incinta, sono…”
Giorgia Soleri ha voluto fare chiarezza dopo aver ricevuto sui social vari commenti che, a quanto pare, non ha gradito.

Giorgia Soleri mostra la pancia gonfia
Giorgia Soleri è tornata a parlare delle quotidiane difficoltà legate a vivere con sintomi che spesso appaiono agli altri come semplici dettagli fisici, ma che celano una malattia.
L’influencer milanese, A 30 anni, attraverso i social, continua a sensibilizzare sull’importanza di comprendere queste realtà invisibili. Un recente video pubblicato sui suoi canali mostra la sua pancia gonfia, accompagnato dalla solita domanda insinuante e “innocente”.
La risposta di Giorgia, diretta e chiara, cancella ogni dubbio: questa non è una gravidanza, ma il risultato di una malattia. La Soleri, da tempo impegnata nella lotta contro le cosiddette “malattie invisibili”, ha divulgato informazioni su alcune patologie.
Nella fattispecie, soprattutto riguardo alla vulvodinia e alla neuropatia del pudendo, portando all’attenzione collettiva condizioni spesso fraintese o ignorate.
Marzo, il mese della consapevolezza sull’endometriosi, è, quindi, per lei un momento cruciale per riflettere sul percorso di chi convive con tali problematiche. Ha scritto sui social:
La sfida non è solo quella di imparare a conviverci nonostante il dolore che mi provoca, ma provare ad accettare tutto i cambiamenti a cui la malattia e le conseguenti terapie mi sottopongono su cui io ho un margine di manovra minimo.
La sensibilizzazione all’endobelly
Parte del suo messaggio è rivolto a un luogo comune che si porta dietro da anni. Così, per l’appunto, si tratta dell’automatica associazione tra pancia gonfia e gravidanza.
Giorgia, mediante il suo post, perciò, ha deciso di sfatare il pregiudizio, parlando di “endobelly“, un termine che si riferisce al gonfiore addominale causato dall’endometriosi.
Il suo intervento tocca anche corde più personali, soffermandosi sulla convivenza con il dolore fisico e i cambiamenti indotti dalle cure.
La Soleri critica gli standard estetici imposti alle donne, compresi quelli che pesano anche durante la malattia. Ha affermato con queste parole:
Ma io non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura.
L’attivista meneghina, allora, con fermezza e autenticità, chiude il suo messaggio con un invito semplice ma potente: dignità, ascolto e interventi concreti per chi vive ogni giorno il peso delle malattie invisibili.