GreenScreen Film Fest: il primo festival internazionale dedicato ai corti

24/09/2020

C’è tempo fino al 16 ottobre per partecipare con il proprio corto al GreenScreen Film Fest, il primo festival online dedicato ai cortometraggi realizzati con la tecnologia Green Screen. In gara per l’Italia c’è anche “Rec Time” ideato da Tania Nucera. 

GreenScreen Film Fest: il primo festival internazionale dedicato ai corti

Visionario, avventuroso, magico, un po’ nostalgico. Debutta quest’autunno il GreenScreen Film Fest (GSFF) di Los Angeles, un nuovo festival cinematografico online. L’unico al mondo, dedicato ai cortometraggi, in cui il focus è sulla tecnologia Green Screen.

All’evento virtuale è associato un contest a livello globale. Per partecipare con il proprio corto c’è tempo fino al 16 ottobre. Qui trovate tutte le informazioni: https://www.greenscreenfest.com/.

GreenScreenFilm Fest: “Rec Time” di Tania Nucera

GreenScreen Film Fest: il primo festival internazionale dedicato ai corti
I finalisti saranno scelti dagli operatori dell’industria cinematografica e premiati durante uno show il 13 novembre 2020. Tra i partecipanti per l’Italia c’è il corto “Rec Time” ideato da Tania Nucera.


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Ecco una breve sinossi. Nel posto in cui è iniziato il loro amore, un uomo e una donna festeggiano il terzo anno di matrimonio. Miseria e nobiltà emergono dal passato insieme alla tenerezza e a una rapina che sembra non avere alcun colpevole. Una storia basata sull’inganno, a danno di chi?

La regia di “Rec Time” è di Sergio Tocci. Gli sceneggiatori sono Francesco Buscemi con Francesco Gorgoni. Aiuto regia: Miriam Carbone. Attori protagonisti: Gianpaolo Gambi e Giulia Giovanetti.

Afferma Nucera:

“Dal lockdown si può solo che rinascere più forti di prima… in tutti i settori e in quello dello spettacolo soprattutto, così penalizzato”.

GreenScreen Film Fest: come nasce

GreenScreen Film Fest: il primo festival internazionale dedicato ai corti

Le menti dietro al GSFF sono quelle dei due cofondatori: l’attore di fama internazionale Jonny Pasvolsky (Mortdecai, Westworld, Underbelly) e la produttrice di Perth Jodie Manning.

Il GreenScreen Film Fest è nato da un’idea di Jonny, che ci stava ragionando già da alcuni anni, e che poi l’ha concretizzata mentre si trovava a Perth durante il lockdown, collaborando con Jodie.

“Il Green Screen è il futuro del cinema. Ciò che è fantastico di questa tecnica è che può essere usata per un numero illimitato di volte. È più di un semplice “sfondo virtuale”: è uno stile”, ha dichiarato Pasvolsky.


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Noto anche come chroma key o chiave cromatica, il Green Screen (lo schermo, oltre a verde, può essere anche blu, giallo o rosa) è una delle tecniche utilizzate per realizzare effetti di sovrapposizione di due diverse immagini, o due diversi video. Con questa tecnica si può rimuovere il colore di sfondo della prima immagine – nello specifico, il caratteristico telo verde – e sostituirlo con qualsiasi altra immagine. Un esempio? Le previsioni del tempo in tv.

Green Screen: il caso di Bisio e Alberti

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Nei mesi scorsi, durante la quarantena forzata, a far conoscere su larga scala il Green Screen sono stati Claudio Bisio e Gigio Alberti, che hanno lanciato online “Ma tu sei felice?”, una sorta di ibrido tra una serie web e un reading teatrale ispirato alle pagine dell’omonimo libro di Federico Baccomo.

Con luci di fortuna, cellulari e microfoni, Bisio e Alberti hanno improvvisato due set nelle rispettive case, utilizzando il chroma key, per l’appunto. I 25 mini-episodi portati in scena dagli attori sono visibili su YouTube e sui canali social dei due protagonisti.

Cristina Damante
  • Autrice
  • Esperta in: Gossip, Serie Tv e Reali d'Inghilterra
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
  • Fonte Google News
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