Il dolore di Emanuele Filiberto di Savoia: “Basta polemiche”
Emanuele Filiberto di Savoia ha fatto parlare di sé non solo per la dinastia reale dalla quale proviene, ma anche per la notorietà nata dall’essere un personaggio televisivo. Nelle ultime ore però, il principe ha dimostrato una grande sofferenza che lo ha portato a fare un appello a tutti coloro che seguono le sue vicissitudini.

La biografia di Emanuele Filiberto di Savoia
Emanuele Filiberto di Savoia nasce a Ginevra il 22 Giugno 1972 ed è noto per essere un personaggio televisivo, nonché principe di casa Savoia. Dopo aver frequentato le scuole abbandona l’Università di Ginevra, dove si era iscritto per studiare scienze economiche. Si dedica quindi all’attività di consulente finanziario, ma molto presto deciderà di avvicinarsi al mondo della televisione.
Lo ritroveremo infatti in moltissimi programmi televisivi di successo come Il ballo delle debuttanti, Ballando con le stelle, Amici di Maria De Filippi, il Festival di Sanremo e molto altro ancora. Negli ultimi anni ha inoltre deciso di dedicarsi alla politica, fondando il movimento d’opinione Valori e futuro. Ha poi intrapreso la carriera imprenditoriale aprendo alcune attività di ristorazione ambulante in America.
Il dolore di Emanuele Filiberto
Nelle ultime ore è nata una grandissima polemica che vede come protagonista principale proprio il principe di casa Savoia. L’uomo, più volte descritto come erede senza un trono, ha infatti deciso insieme agli altri membri della famiglia di seppellire il padre presso la cripta reale sita a Superga in provincia di Torino.
A quanto pare però, questa scelta non è stata apprezzata da tutti, in quanto molte persone hanno accusato il principe di aver nascosto questa volontà fino all’ultimo minuto. Il principe ha quindi deciso di giustificare la sua scelta dichiarando come al momento della presa di questa decisione fosse da solo e in totale balia degli eventi.
Le parole del principe
Per spiegare quanto accaduto e fornire a chi di dovere le dovute spiegazioni, Emanuele Filiberto ha deciso di prendere in mano la parola.
Ho diritto a seppellire mio padre nel modo che ritengo più idoneo. Basta, abbiate pietà, lasciate in pace mio padre. Ero da solo perché mamma non è potuta venire, è in convalescenza dopo 5 settimane in ospedale. Ho scelto il riserbo e non credo di essere costretto a dare troppe spiegazioni. Era una mia idea mettere la tomba sotto l’altare, ma la sovrintendenza ha detto che non si poteva perché quello è un luogo di preghiera. Ci hanno spiegato che se lo volevamo nella sala reale l’unica possibilità era costruire un sarcofago e appoggiarlo alla parete.