Lilli Gruber a Che tempo che fa presenta il suo libro

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Lilli Gruber, ospite della puntata di Che Tempo che fa, il noto programma condotto da Fabio Fazio, ha presentato il suo nuovo libro intitolato Non farti fottere – Come il supermercato del porno online ti ruba fantasia, desiderio e dati personali. Il titolo fa capire senza troppi giri di parole come si tratti di un’ analisi precisa e analitica di cosa accade agli utenti che visitano i siti porno e non solo.

Lilli Gruber a Che tempo che fa presenta il suo libro
Foto profilo ufficiale Instagram

Le ragazze che vogliono ricorrere alla chirurgia plastica

Un riferimento alle ragazze che vogliono ricorrere alla chirurgia plastica perché attratte anche da ciò che guardano nei video porno non è mancato con delle frasi un po’ al vetriolo nei confronti soprattutto delle ragazze che guardano i video porno e tutto ciò che essi propongono visivamente. La professoressa Graziottin, ginecologa e oncologa, le ha raccontato inoltre che c’è un aumento di ragazze che vogliono ricorrere alla chirurgia plastica genitale perché o i loro fidanzati glielo chiedono. Ma del resto anche loro, dato che ormai vedono i porno, vedono queste vagine rasate, vogliono essere depilate così e vogliono che da un punto di vista estetico sia come quella delle pornostar.

Problema acesso minorenni a siti porno

Il resto del suo discorso è stato incentrato sul problema della diffusione dei filmati porno e soprattutto su come i minorenni debbano essere tutelati in tal senso, ma anche su come l’educazione sessuale per i minori non debba essere del tutto affidata a questi filmati, che possono essere dannosi in quanto votate soltanto agli interessi di chi li pubblica. Secondo la giornalista le grandi piattaforme hard, come XVideos, XNXX, xHamster e Pornhub, sono tra i siti più visitati in assoluto. Ma il problema è, come già detto, l’accesso ai minorenni, perché se un adulto vuole vedere sette ore di film porno sono fatti suoi, ammesso che faccia bene.

Noi facciamo passare l’educazione sessuale attraverso il porno tra i giovani. Il 30% che passa sulle nostre connessioni Internet sono immagini esplicite.