Mahmood, scontro tra accusa e difesa sul Caso Tisci

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Il cantante Mahmood è chiamato a testimoniare per il Caso Tisci, il quale sta tenendo banco sulle principali testate.

Foto Mahmood profilo ufficiale Instagram
Foto Mahmood profilo ufficiale Instagram

Il Caso Tisci: l’accusa di stupro

L’inchiesta sullo stilista Riccardo Tisci, ex direttore creativo di Givenchy e Burberry, accusato di stupro dal 35enne Patrick Cooper, si complica ulteriormente. Un acceso dibattito legale è infatti esploso riguardo alla deposizione di Mahmood, citato come testimone nella vicenda.

Gli investigatori puntano i riflettori sui messaggi scambiati tra il cantante italo-egiziano e Tisci, che potrebbero rivelarsi fondamentali per far luce sull’intero caso.

La procura nutre dubbi sulla completezza dei messaggi già forniti dall’artista e vuole vederci chiaro prima di procedere con la sua testimonianza formale.

Il nodo attorno al quale ruota lo scontro tra accusa e difesa riguarda i tempi e le modalità della rogatoria internazionale necessaria per acquisire la testimonianza di Mahmood, attualmente all’estero.

L’accusa cerca un allungamento dei tempi per ricevere tutti i documenti rilevanti nell’ambito della discovery ed esamina con attenzione ogni elemento prima di procedere con l’interrogatorio. Di contro, la difesa di Tisci spinge per una rapida audizione, cercando di velocizzare le procedure.

La testimonianza di Mahmood

Secondo gli inquirenti, la fretta mostrata dalla difesa potrebbe essere un tentativo di limitare le possibilità di approfondimento delle prove. Pertanto, l’accusa insiste affinché si attendano tutti i documenti necessari prima di convocare Alessandro.

Data la condizione particolare del cantante come testimone residente all’estero, quindi, l’obiettivo è garantire che l’interrogatorio avvenga in modo completo ed esaustivo, evitando rischi derivanti dalla possibilità che questa sia l’unica occasione per ottenere una deposizione giurata.

Un passaggio chiave si trova in un documento depositato dall’accusa e riportato dal Fatto Quotidiano, nel quale si afferma che l’attore dovrebbe avere l’opportunità di ottenere risposte alle sue richieste di discovery iniziali. Evidenziando così l’importanza di sfruttare appieno questa chance per il proseguimento dell’indagine.

Insomma, lo sviluppo della vicenda resta serrato, con entrambe le parti concentrate su una partita legale che potrebbe rivelarsi decisiva per il destino del processo.