Maria De Filippi sostiene il Ddl Zan?

L’amata conduttrice Maria De Filippi ha da poco parlato molto – e molto sinceramente – durante un’intervista. Tra i temi toccati, ha ancora ricordato il mito di Raffaella Carrà e ha voluto dire la sua sul discusso Ddl Zan.

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Maria De Filippi ha concesso una lunga intervista a ‘La Stampa’, durante la quale ha parlato di se stessa, dei suoi pensieri e di temi d’attualità. La conduttrice ha anche voluto parlare in maniera diretta e sincera di alcune sue peculiarità, svelando dei retroscena del suo carattere.

Comunque, dopo un lutto travolgente come quello avvenuto poco tempo fa, la De Filippi non ha potuto trattenere un commosso riferimento alla “regina della televisione italiana”: Raffaella Carrà. Tra l’altro, Maria De Filippi è stata la prima a visitare la camera ardente, al fianco di Sergio Japino.


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La conduttrice aveva sempre ammirato e stimato la Carrà, con la quale ha poi avuto occasione di condividere dei momenti, quattro anni fa. Infatti, Raffaella Carrà era stata invitata a un programma condotto proprio dalla De Filippi.

Per ricordare il grande mito della Carrà, la conduttrice ha così parlato durante l’intervista per ‘La Stampa’:

Era acuta, intelligente, sensibile, conduceva fingendo di non condurre, ristabilendo davanti alle telecamere quella che era la verità

Maria De Filippi: cosa pensa del Ddl Zan

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Non è una novità sentire parlare del Ddl Zan. Molti sono i personaggi pubblici che hanno scelto di dire la loro sul discusso disegno di legge. A tal proposito Maria De Filippi ha delicatamente analizzato ciò che sta accadendo, sottolineando quanto purtroppo i dibattiti in Italia siano sempre complesso e strumentalizzati.

Per la conduttrice, bisognerebbe prima di tutto considerare l’importanza umana e civile del decreto. Per Maria De Filippi si tratta, infatti, di una “Questione di civiltà”:

Il dibattito sul decreto Zan ha assunto, come sempre accade in Italia, connotazioni e strumentalizzazioni di parte. Ma qui non siamo di fronte a una questione di parti o di partito, ma a una questione di civiltà.