Mario Giordano insulta Fedez per l’Ambrogino d’oro

09/12/2020

La consegna dell’Ambrogino d’oro a Fedez ha scatenato il direttore Mario Giordano contro il rapper milanese reo di non fare mai quello che dice e gli esempi non mancano…

MARIO GIORDANO 2

“Caro Fedez, scusami se mi permetto di darti un consiglio”, comincia così la polemica a distanza di Mario Giordano nei confronti del rapper a cui il sindaco Giuseppe Sala ha consegnato l’Ambrogino D’Oro. “Ora che sei diventato un uomo di palazzo, riverito e ricercato in quei salotti che un tempo avresti incendiato, dovresti stare un po’ più attento. Non è proprio bello che tu l’abbia festeggiato prendendo a schiaffi per la vie dalla città uno che ti inseguiva, non si sa bene per quali misteriose ragioni”.


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“Non solo perché non è la prima volta che ti lasci andare a risse che poco si confanno al tuo nuovo ruolo istituzionale”, continua il conduttore di Fuori dal Coro. “Lo so che sono lontani i tempi in cui cantavi ‘meglio morire 2012 che Expo 2015’, parteggiando con quelli che sfasciavano la città per impedire la manifestazione”.

Giordano accusa Fedez di essere incoerente

archivio Image Spettacolo

Lontani, sottolinea ancora il direttore Mario Giordano, anche i tempi in cui Fedez cantava anche “‘penisola che non c’è, uno Stato di regime, penisola che non c’è, non voglio più obbedire’, perché adesso invece allo Stato (non so quanto di regime) obbedisci eccome e infatti appena ti chiamano dalla presidenza del Consiglio scatti sull’attenti. Lo so che sono lontani i tempi in cui sfottevi la ‘puttana’ chiamata ‘diva’ solo perché ‘ora c’ha il Porsche e non l’Opel Meriva’ e ti chiedevi nelle tue canzoni ‘perché Belpietro gira con la scorta’.

“Adesso anche tu giri con la scorta. E se non hai il Porsche è soltanto perché preferisci la Lamborghini da 200.000 euro, come ci tiene a far sapere il Corriere della Sera. Lo hai riconosciuto tu stesso, del resto, durante un’intervista al Maurizio Costanzo Show: ‘Sono diventato ciò che ho sempre odiato, sono una contraddizione vivente‘. Attaccavi la tv e sei diventato giudice di X Factor; attaccavi la Milano della movida sushi e modelle e poi ti sei fatto puntualmente beccare al Just Cavalli; attaccavi il potere e adesso ne sei diventato il più acclamato portavoce. Volevi cambiare il mondo e hai cambiato te stesso. Succede”.


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«Io volevo fare il rapper, mica il Pr», cantavi nei tuoi primi dischi. Invece sei diventato proprio quello. Qualcosa più di un Pr, però. Non buttarti giù. Direi il Pippo Baudo del nuovo establishment. Che ovviamente ti adora. Non te ne faccio una colpa, naturalmente…”.

Ludovico Merlo
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