Napoli, studenti applaudono alla scena della morte di Giancarlo Siani in Fort Apache

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Increscioso siparietto nei giorni scorsi in una scuola del Vomero, conosciuto come uno dei quartieri in di Napoli, durante la proiezione del film Fort Apache, incentrato sulla storia del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985 a soli 26 anni. Qui alcuni studenti hanno applaudito in maniera inaudita alla scena finale dell’omicidio del povero Siani e tutto questo ha scatenato non poche polemiche, soprattutto per chi si batte ogni giorno nelle città meridionali per combattere il potere della malavita organizzata, che continua ancora a fare sentire la sua presenza in diversi ambiti.

Napoli, studenti applaudono a scena morte Giancarlo Siani in Fort Apache
Foto profilo ufficiale Instagram

La rabbia del fratello

Il fratello di Giancarlo Siani, Paolo, ha commentato quanto accaduto soffermando la sua attenzione su quanto sia importante la cultura della legalità, soprattutto tra i giovani e in contesti difficili non solo come quello di Napoli, ma anche nel resto del meridione d’Italia. Gli applausi sono quindi un gesto da condannare in tutto e per tutto. Secondo Giancarlo alla morte non si applaude mai e per nessuno, ma in un contesto come quello in cui il fatto è avvenuto è ancora più grave perché stare dalla parte di chi spara significa mettere in difficoltà la scuola nel suo scopo di far crescere il senso della legalità e della giustizia.

Il commento del ministro Valditara

Non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, pone al centro della questione il ruolo della scuola sottolineando come essa debba essere una comunità in grado di contrastare la mentalità della malavita organizzata, che però va combattuta in tutte le sedi, a cominciare da quelle istituzionali. La scuola dal ministro viene definita come il primo presidio di legalità e deve quindi essere una comunità che si deve contrapporre a quella mafiosa o che applaude a essa. Dopo questo fatto quindi c’è da riflettere che in tutta Italia ancora si devono fare dei passi avanti per sradicare dalla testa dei giovani la mentalità malavitosa.