Nikka Costa ricorda la popolarità precoce e i suoi Sanremo

Tempo di lettura: 2 minuti

Nikka Costa su Repubblica ha rilasciato un’intervista molto curiosa, che fa capire come la fama ottenuta sin da bambini spesso sia un’arma a doppio taglio e che se non maneggiata con cura rischia di essere molto dannosa per il proseguo della vita di quella persona. Tutto questo in vista dell’uscita del suo nuovo album intitolato Dirty Disco, pieno di sonorità anni Settanta e Ottanta.

Nikka Costa ricorda la popolarità precoce
Foto profilo ufficiale Instagram

L’infanzia e la popolarità

Durante l’intervista, nella quale la cantante ha comunque ricordato di aver avuto un’infanzia bellissima, si è parlato del suo non essere bambina prodigio, grazie all’essere figlia di Don Costa, che sarebbe venuto a mancare nel 1983, e del successo avuto anche troppo presto. Nonostante ciò però ha sottolineato come i bambini si adeguino a tutto e anche come il palco del festival di Sanremo le sia sembrato lo stesso del giorno e del giorno dopo. Lei non si sentiva una bambina prodigio, ma nonostante questo per cantare girava e vedeva posti incredibili saltando anche la scuola.

I ritmi erano frenetici, eravamo sempre in viaggio, ma i bambini si adattano a tutto. Ma c’è di peggio nella vita, no? I ritmi erano così frenetici che il palco di Sanremo mi è sembrato uguale a quello del giorno prima e a quello del giorno dopo.

L’altro Sanremo

L’intervista è poi proseguita con un riferimento ad Amedeo Minghi e ovviamente anche all’altro Sanremo, di quando nel 1990 venne a cantare la versione in inglese di “Vattene amore” al quale lei ha partecipato interpretando una versione in inglese che aveva come titolo All for the love. Per questo motivo fu inevitabile la commozione nel sentire Mietta, che è ancora molto ricordata in Italia per il suo lavoro vocale.

Amedeo Minghi chi? Ma come! L’autore della canzone oltre che interprete con Mietta. Un biondo con la coda ricordo? Ma è sicuro? Zero, Proprio zero. Mi dispiace.