Ornella Vanoni al Salone di Libro di Torino: cosa pensa della morte?

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Ornella Vanoni ha fatto un dichiarazione che ha lasciato di stucco un po’ a tutti durante la sua ospitata al Salone del Libro di Torino e ciò dimostra come non abbia mai paura di dire quello che pensa.

Ornella Vanoni al Salone di Libro di Torino: cosa pensa della morte?
Foto profilo ufficiale Instagram

La morte non deve essere un tabù

Durante la rassegna dei libri piemontese ha raccontato Vincente o perdente, un libro scritto con il cantautore Pacifico e pubblicato da La nave di Teseo, e durante la sua ospitata ha regalato al pubblico un incontro carico di emozioni intense. Tra le sue frasi che hanno fatto effetto c’è stata quella riguardante il fatto che la morte non può essere un tabù perché fa parte della vita e come quando si arrivi alla sua età si debba pensare sempre che possa essere vicina. Questo libro le ha comunque permesso di conoscersi davvero per la prima volta perché prima non si conosceva e nel suo racconto riguardante gli inizi difficili ha confessato come salire sul palcoscenico sia stato un atto di totale esposizione, quasi equivalente al mettersi in mutande.

Un pensiero ai giovani

Ma durante il suo incontro con il pubblico non sono mancate parole forti su un tema che ancora da molti viene considerato un tabù, ovvero quello della salute mentale. In merito a questo ha detto al pubblico di non fare come lei, che non sapeva amarsi, e come gli psicofarmaci si debbano prendere se fanno stare bene. Se si inizia una cura bisogna portarla avanti fino in fondo, perché altrimenti non si guarisce.

Riguardo ai giovani ha invece detto come la tirino su e come la facciano stare davvero bene, quasi come delle punture di Samir. Secondo Ornella i giovani quindi non sono cretini, basta parlarci davvero e la verità è che di questi tempi a loro la vita promette pochissimo a loro. Dopo una battuta riguardante il tramonto della sinistra a livello politico, ha detto anche come non sappia se arriverà o meno a campare per il prossimo Natale e come quindi non ami fare bilanci.