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Paolo Bonolis: processo di beatificazione per la zia

28/02/2021

Adele Bonolis, zia del presentatore Mediaset Paolo Bonolis, è in via di beatificazione grazie ad una vita dedita all’aiuto; particolarmente attenta alle prostitute e alla triste vita che conducevano, in un’intervista con Paolo Lipari, futuro regista del documentario “La centesima strada”, che racconterà della sua vita, Paolo Bonolis è intervenuto nell’incontro per parlare dei suoi ricordi di zia Adele.

Zia-bonolis-Santa

Paolo Bonolis, nonostante sia un agnostico dichiarato e quindi non credente nelle religioni, è intervenuto in un incontro per parlare di sua zia, Adele Bonolis, prossima alla beatificazione.

I santi “moderni” sono persone che non hanno trasformato l’acqua in vino, ma persone che hanno deciso di dedicare la loro vita al servizio e all’aiuto dei più deboli; questo è quello che Adele Bonolis, zia del noto presentatore, ha fatto in tutta la sua vita.

Insegnante di religione, sin da bambina Adele si è chiesta perché alcune donne dovessero vendere il loro corpo, vendendo la loro dignità; le prostitute sono state tra le anime che più spesso la donna ha deciso di aiutare, per poi aprire un centro dedicato a loro e ad altre persone sfortunate.


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“Chi sono quelle donne? Perché sono così sole, vulnerabili e tristi?”.

Questa la domanda che ha portato una bambina a diventare una donna dalla bontà enorme; lo scorso 21 Gennaio è stato Papa Francesco ad affermare che ci sono tutti i presupposti per partire con il processo di beatificazione.

Paolo Bonolis parla di sua Zia Adele

Bonolis parla della zia santa

l’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini, il presidente del comitato per la beatificazione Alessandro Pirola e il regista del documentario dedicato ad Adele Bonolis, Paolo Lipari, hanno parlato dell’importanza di portare avanti l‘opera iniziata da Adele.

Lo stesso Bonolis si è rivelato molto disponibile per fornire materiale sulla prozia in quanto, in questo modo, sarebbe come aiutare la zia; “Sarebbe come aiutare zia quando mi portava a raccogliere le carote!”.

Bonolis ricorda con amore sua zia, affermando che la donna non aveva bisogno di essere autoritaria per essere seguita ma che, in maniera quasi naturale, era dotata di una autorevolezza che proveniva “dall’alto”.

“Credo che quello che ha fatto la zia, sia immateriale, più denso per poter giustificare una pratica di santità. È inutile cercare di capire se camminava sulle acque o se svolazzava come una farfalla, perché quello non serve a nessuno, quello che lei ha fatto serve a tutti”.


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Il processo di beatificazione potrebbe durare anni, ma per adesso per Bonolis la cosa importante è far continuare l’opera di carità che sua zia ha iniziato.

Vito Girelli
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