Paolo Rossi addio: le cause della morte

10/12/2020

Paolo Rossi lascia un vuoto incolmabile nel mondo del calcio (e non solo). In questo 2020 ci ha lasciato un altro grande campione, uomo semplice e di gran cuore, che ci ha portato sulla vetta del mondo.

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Dopo Diego Armando Maradona un altro grande campione ci ha lasciato: è morto a 64 anni Paolo Rossi, l’ex calciatore campione del mondo con l’Italia nel 1982. A darne notizia è stata la moglie Federica Cappelletti, che nella notte ha postato sul suo profilo Instagram uno scatto che li ritraeva felici insieme. A commento solo due parole “Per sempre ❤️”

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Quella di Pablito, che aveva solo 64 anni, è stata una favola calcistica, da brivido, durata poco, solo 10 anni in serie A, ma la differenza l’ha fatta eccome. Portandoci sulla vetta del mondo. Quel soprannome, Pablito, gli piaceva tanto, ne andava orgoglioso: aveva il sapore del ragazzino per sempre.


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Paolo Rossi: le cause della morte

Paolo Rossi è deceduto all’ospedale Le Scotte a Siena, ospedale dove da diverso tempo era ricoverato a causa del peggioramento di una grave malattia: da molti anni ormai, Rossi combatteva la sua lotta contro un terribile male.
Secondo le prime indiscrezioni l’ex calciatore era stato colpito da tumore ai polmoni e, nel mese di settembre, si era sottoposto ad un intervento presso l’ospedale Gruccia di Montevarchi, intervento che purtroppo non ha potuto salvargli la vita

Pablito, uno di noi

Eroe, idolo, simbolo, umile come tutti i grandi uomini: lo definiscono così i media di tutto il mondo, lo definiscono così i suoi fan. Gli amici lo definiscono un campione che ha attraversato la nostra vita, una persona gentilissima, molto spiritosa e divertente. Era semplice, così come lo si vedeva. Paolo era malato di un male incurabile, il cancro ai polmoni, ma non lo aveva detto a nessuno, era stato operato lo scorso aprile. Se ne è andato con garbo e con discrezione.

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In area di rigore era rapidissimo, aveva il fiuto del gol, un giocatore eccezionale. Aveva il senso di appartenenza, aveva una grande intelligenza calcistica, aveva il fiuto della rapina in area. La sua carriera è stata costellata da infortuni e dalla macchia delle scommesse: lui ne era stato informato ma non ne aveva voluto sapere di fare qualcosa di disonesto. Alla fine lo avevano coinvolto nella squalifica, ma la sua anima era sempre stata estranea. Lo ha ricordato Ivan Zazzaroni in un intervento a Uno Mattina, su Rai 1.

Antonio Cabrini, suo amico e compagno di squadra nella Juventus e in Nazionale, ne parla come di un “fratello”, Dino Zoff è senza parole. All’Ansa riesce a dire:


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“Non so cosa dire, è stato fulmine a ciel sereno. Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con Paolo, simpatico, intelligente. Era un po’ che non ci sentivamo, ci avevano detto qualcosa ma non pensavo fosse così grave. I rapporti con lui erano stupendi, era simpaticissimo, intelligente, aveva tutto per stare bene. Qualcosa difficile da capire.”

Addio Pablito. Riposa in pace grande campione.

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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