Roberto Saviano ricorda l’amata zia scomparsa: cosa ha scritto?
Un lutto ha colpito il famoso giornalista e scrittore Roberto Saviano, che nelle scorse ora ha detto addio all’amata zia Silvana, che lui chiamava Lalla e che nella sua vita ha occupato un ruolo senza ombra di dubbio fondamentale.

La scelta del nome Lalla da bambino
Per l’occasione Roberto le ha dedicato un lungo post social nel quale ha raccontato il grandissimo supporto che la zia, sorella della madre, gli ha dato sia da bambino che da adulto, in particolar modo nei momenti difficili, in cui ha cominciato a vivere sotto scorta. Ovviamente a corredo del post scritto ha anche pubblicato una foto che lo ritrae in braccio a lei da bambino. Nello specifico ha esordito dicendo come la zia non ci sia più e come la chiamasse Lalla sin da bambino, un nome che le ha dato perché molto più facile da pronunciare rispetto al suo vero nome Silvana. Non si era sposata e assieme alla sorella, la madre di lui appunto, aveva scelto di accudirlo. Aveva scelto lui e suo fratello come figli che non le erano certamente capitati.
La dedica commovente
Lo ha svegliato al mattino per anni, tenuto il termometro, accompagnato a scuola, alle lezioni di pianoforte. Gli ha insegnato a usare forchetta e coltello, rimpinzato di frullato, lavato e disinfettato le sbucciature, insegnato a rompere le uova di cioccolato con un pugno, costruito imperi di Lego, collezionato con lui squadre di Subbuteo. Tutto ciò che è lui ha la sua traccia, tutto ciò che non sarà più ha la sua assenza.
Sempre secondo Saviano lo stile della zia era vivere secondo i suoi principi, un’etica rigorosa che però non voleva imporre a nessuno e che era sua praticava. Aveva scelto di non sposarsi e aveva persino rifiutato di lavorare in banca allo scopo di non cedere ad altri alcun potere su di sé. Infine ha definito la zia come l’amore creativo per gli animali, con i quali aveva un’intesa maggiore rispetto a quella con gli uomini.