Selvaggia Lucarelli contro la Mussolini: in cerca di consensi?

17/04/2021

L’ultimo post di Selvaggia Lucarelli è stato dedicato alla sua eterna “rivale” Alessandra Mussolini. La giornalista, infatti, si è scagliata contro lei e gli altri personaggi pubblici che cavalcano il trend della foto con la mano alzata a sostegno della legge Zan solo per raccogliere consensi e approvazione.

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Nel suo ultimo post pubblicato sui social Selvaggia Lucarelli ha raccontato di un tema piuttosto attuale: il provvedimento Zan che, se approvato, prevedrà il carcere per chi commette atti di discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità.

La donna ha spiegato che a anche a lei in questi giorni è stato chiesto di rendere pubblico il suo sostegno alla legge e di protestare contro l’ostruzionismo della Lega ma che lei ha risposto che, come fa da anni, avrebbe continuato a fare la sua parte ma senza “foto virali o dichiarazioni fotocopiate”.


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“E questo perché ho visto troppa vetrina e troppe strumentalizzazioni”.

Ha commento, spiegando di non sopportare come invece certa gente che non ha “mai messo la faccia in alcuna battaglia” ora metta la foto con la mano scritta su Instagram. In particolare, però, la Lucarelli se l’è presa con la Mussolini.

Selvaggia Lucarelli: ancora scontri con la Mussolini

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Lo sfogo di Selvaggia Lucarelli è stato rivolto a chi cerca di strumentalizzare qualcosa di importante come il DDL Zan solo per ottenere sostegno da parte del mondo LGBT.

In particolare, però, la giornalista ha lanciato una nuova frecciatina ad Alessandra Mussolini, contestano lo scatto in cui mostra fiera la mano con la scritta dedicata alla legge in questione, che cozza con alcune sue dichiarazioni passate come “Meglio fascista che froc**” o “Ma dove vai vestito da donna?”.

“Facile strizzare l’occhio al mondo lgbt quando si lascia la politica (perché nessuno ti vota più) e si decide di entrare nel mondo dello spettacolo. Poteva raccontarci della sua conversione e fare qualcosa di concreto quando poteva INCIDERE in politica, la Mussolini, non solo ora che balla e canta in tv”.

ha chiosato la donna, sottolineando che non bastano le foto virali ma che bisogna partire da un po’ più lontano per fare la differenza.

“Finito il contest con la manina, ricordatevelo. Parlate, protestate anche quando parlare non è glamour ma scomodo e può costare qualcosa. Magari un lavoro saltato o un cazziatone dell’ufficio stampa e di qualche fan”.


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Ha concluso.

Arianna Preciballe
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