Selvaggia Lucarelli: medici terrorizzati dagli assembramenti di Capodanno

03/01/2021

Selvaggia Lucarelli non ha intenzione di porre fine alla sua “denuncia” social verso i furbetti del Covid. Intanto, però, nelle ultime ore ha anche pubblicato testimonianze che arrivano da parte dei lavoratori del settore, sbigottiti di fronte a tanta superficialità!

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Come era, purtroppo, prevedibile in occasione dell’ultimo dell’anno in giro per l’Italia sono stati organizzati party proibiti e assembramenti senza ritegno. Moltissimi italiani infatti (per lo più ragazzi) hanno deciso di infischiarsene delle regole imposte dall’ultimo DPCM e di festeggiare la fine del 2020.

Selvaggia Lucarelli, che non si ferma nemmeno per le feste, ieri aveva già scovato molti dei cosiddetti “furbetti del Covid”, denunciandoli pubblicamente sui sui social.

In particolare la giornalista aveva puntato il dito contro Alessandro Pozzi, figlio del socio di una famosa catena di supermercati. Ma mentre continua ad “indagare” su di lui (anche grazie alle prove lasciante in giro sui social) Selvaggia ha anche voluto mostrare l’altro lato della medaglia. 


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Selvaggia Lucarelli: tra assembramenti e testimonianze shock

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Ieri Selvaggia Lucarelli aveva cominciato l’anno “denunciando” coloro che, in occasione di San Silvestro, si sono permessi festini e cene, senza preoccuparsi di assembramenti e contagi.

Se da una parte la donna se l’è presa con chi ha organizzato party e serate alcoliche, però, dall’altra la giornalista ha anche voluto dare spazio a coloro che, purtroppo, nei prossimi gironi dovranno fare i conti con queste leggerezze compiute soprattutto dai più giovani.

Nelle sue stories, infatti, non ha solo mostrato i party privati e i conseguenti insulti ricevuti ma anche alcune testimonianze da parte di medici, infermieri e altri operatori sanitari, terrorizzati all’idea di una massiccia terza ondata.

Oltre alla preoccupazione generale da parte di ci lavora nella sanità, poi, Selvaggia ha condiviso anche le parole di chi magari non è stato costretto a passare infernali giornali tra le corsie di un ospedale ma, per colpa di qualcuno, è costretto a rimanere a casa, magari in cassa integrazione.

Insomma, due facce della stessa medaglia. Una fatta da incoscienza e superficialità, l’altra di paura e preoccupazione!

Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Moda, Design e Gossip
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