#Tokyo2020 boxe, Giordana Sorrentino: il sacrificio e l’orgoglio per ciò che ha fatto

08/07/2021

In occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 che si terranno dal 23 luglio all’8 agosto 2021, Solodonna ha deciso d’intervistare alcune delle campionesse italiane che parteciperanno a questi giochi olimpici. In particolare scopriamo cosa ha raccontato Giordana Sorrentino, boxer della Nazionale italiana femminile.

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Giordana Sorrentina è una delle quattro donne Azzurre del pugilato che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Classe 2000 Giordana è nata a Roma il 27 Aprile sotto il segno del Toro e pratica pugilato dal lontano 2014. La sua carriera nonostante la giovane età è già costellata di successi, la Sorrentino infatti detiene un record dilettantistico di ben 51 match di cui 35 vittorie e sole 16 sconfitte.

Scopriamo come si è preparata Giordana per le Olimpiadi di quest’anno, che si terranno a Tokyo e che rappresentano un vero e proprio riscatto per tutti gli sportivi che aspettavano con ansia questo momento.


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Tokyo 2020, per il mondo intero, avrà un significato speciale: il Covid ha rivoluzionato il concetto di aggregazione ma, le Olimpiadi, sono aggregazione. Pensi che la pressione sarà maggiore o riuscirete ad isolarvi vivendo l’evento solo come una vera festa dello sport?

Premetto che nel bel mezzo del primo lock down quando in Italia era già scoppiata l’emergenza, nel marzo 2020 mi trovavo con la squadra a Londra in gara per il torneo europeo di qualificazione. Noi tutti in gara non vivevamo troppo le pressioni esterne perché concentrati sull’obiettivo, ma poi abbiamo realizzato tutto allo stop del torneo. I mesi a seguire sono stati durissimi il nostro anche se uno sport individuale è fatto in squadra, non poter avere contatto con le mie compagne mi ha destabilizzato un po’ all’inizio. Adesso i sistemi di controllo sono molto efficienti, io sono vaccinata come la maggior parte delle persone in questo ambiente e mi sento più sicura per cui riuscirò a godermi a pieno questa esperienza.

Nel nostro paese il grande pubblico ricopre il mondo dello sport femminile solo durante le Olimpiadi: pensi che sia un problema culturale o i media hanno le loro responsabilità?

Pratico il pugilato che è per antonomasia uno sport da uomini, sono abituata ad avere a che fare con i pregiudizi, spero che in futuro almeno in Italia si guarderà più al femminile, poiché nessun uomo ha staccato il pass per Tokyo ma solo noi donne.

Hai voglia di raccontare alle nostre lettrici una giornata tipo di una campionessa olimpionica?

La mia giornata tipo inizia con la parte più bella della giornata, la colazione, il mio pasto libero, faccio una categoria di peso molto a limite per me, la 51kg e più mi avvicino alle gare più devo stare attenta a qualsiasi cosa ingerisco, mentre la colazione è il mio pasto libero dove concentro la maggiore percentuale calorica. Dopodiché inizia il mio secondo sonno, fosse anche una mezz’oretta post picco glicemico! Ho due allenamenti quotidiani, uno fisico e uno di tecnica a fine giornata arrivo distrutta, ho giusto il tempo per un buon film o qualche serie su Netflix. Viviamo 300 giorni l’anno presso il centro federale di Assisi, per cui ho poco tempo libero da passare con la mia famiglia, fortunatamente in questo i social e gli smartphone ci aiutano.


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Sacrifici, sudore e tante volte delusioni: cosa o chi riesci a darti la forza per affrontare tutto questo?

Sudore tanto… soprattutto il giorno prima del peso! Scherzi a parte amo le sfide, sono molto competitiva e se mi metto in testa qualcosa difficilmente mi lascio abbattere. Ho tante persone che mi amano e credono in me, a partire dalla mia famiglia con mio padre primo tifoso, al mio maestro con il quale abbiamo costruito questo sogno, sarà un po’ la nostra bravura nell’aver lavorato bene, un po’ la voglia di non deluderlo, non posso scendere dal ring perdente.

Essere atleti per alcuni è solo un lavoro, per altri una fortuna e per molti un sogno: che consiglio vorresti regalare a chi ha deciso di intraprendere questo percorso cosi impegnativo?

 Io ho la fortuna di dedicarmi a 360° a quello che amo, faccio parte del centro sportivo dell’arma dei carabinieri, i quali mi permettono di allenarmi e dedicarmi al mio sport senza privazioni, per cui mi ritengo davvero molto fortunata, certo non per tutti è così semplice lo capisco, ma la vita non è mai rose e fiori per arrivare dove sono oggi ho faticato molto, ho avuto infortuni gravi, grandi privazioni che forse non tutti i giovani oggi sono disposti a fare, ma sto realizzando il mio sogno e tutto ciò non era scontato, anzi.. bisogna avere degli obiettivi nella vita altrimenti si rischia di morire ogni giorno.

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Sono tanti i sogni che un’atleta prova a realizzare nella sua carriera: uno di questi siamo certi sia quello di poter partecipare alle Olimpiadi. Cos’hai provato nell’istante in cui hai conquistato questo traguardo incredibile?

L’incontro per la qualificazione è stato congelato di 15 mesi esatti, ho immaginato quel momento non so quante centinaia di notti, poi mi trovo li, a qualche centimetro da quelle scalette a pochi istanti dall’incontro. Il match termina sul filo del rasoio, appena prima del verdetto guardavo il mio angolo e i miei allenatori pregando alzassero il mio braccio, così è stato, siamo subito scoppiati a piangere dalla gioia, era tutto vero non lo stavo più sognando ma era realtà, io andrò alle Olimpiadi!

Se potessi tornare indietro e incontrare te stessa da piccola che consiglio ti daresti?

Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa che forse tutti vorrebbero fare, penso che vorrei solo abbracciare la me del passato, e sarei tanto fiera di lei, di quello che ho fatto e della donna che diventerà

C’è qualche rituale scaramantico che fai prima di salire sul ring?

Cerco di non essere troppo scaramantica, ma poi alla fine chi non lo è…però non ho un rito vero e proprio prima di iniziare le gare, devo dire che il giorno prima e la giornata tipo di un mio combattimento sono tutti passaggi ben studiati e ripetuti ma non per scaramanzia, solo una ricerca della perfezione e del fare tutto al meglio.

Essere donna e intraprendere una carriera nel mondo dello sport non è sempre facile, soprattutto se si sceglie uno sport che i mass media ritengono essere prerogativa del mondo maschile: come hai vissuto questo ingombrante pregiudizio?

Il pugilato femminile negli ultimi anni è cresciuto tanto dal punto di vista mediatico, questo sicuramente grazie a vere e proprie star del movimento, tra cui la mia compagna di squadra Irma Testa, prima donna pugile italiana a partecipare alle olimpiadi. Siamo ancora molto lontani dall’essere accettate quanto il pugilato maschile ma come già dicevo prima i risultati ci stanno dando ragione e l’Italia intera non può non ammettere che le donne italiane sanno boxare e come, e saremo protagoniste dell’olimpiade più strana e travagliata del secolo.

Se dovessi vincere la medaglia più bella cosa ci prometti di fare di veramente ‘’pazzo’’?

Dicevo prima, non sono scaramantica, ma un po’ ci credo, per cui come ho fatto per la qualificazione, non voglio fare promesse sul dopo, incrociamo solo le dita. Certo dovesse realizzarsi il mio sogno di vincere una medaglia, ‘’la’’ medaglia, bhè state pur certi che vedrete la mia parte più esuberante uscire fuori dai teleschermi, per cui vi dico seguitemi e lo scoprirete!

Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Esperta in: TV e Gossip
  • Fonte Google News
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