Tommaso Zorzi contro il rainbow washing

03/06/2021

Tommaso Zorzi ha spiegato su Instagram l’origine e l’importanza del mese del pride, da Marsha P. Johnson ai primi movimenti negli Stati Uniti, criticando duramente le aziende che in questi anni, per il Pride Month, praticano il cosiddetto rainbow washing.

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Questa mattina Tommaso Zorzi ha postato diverse stories sul suo profilo Instagram in cui ha spiegato la nascita e l’importanza del Pride Month.

Dopo aver raccontato la storia di Marsha P. Johnson, figura imprescindibile per la storia dei movimenti dei diritti LGBTQ+ negli Stati Uniti, e il perché giugno sia il mese legato alla lotta per i diritti di questa comunità, il conduttore de Il Punto Z ha duramente attaccato le aziende che da alcuni anni praticano il rainbow washing.

Il rainbow washing è il marketing e la pubblicità a tema Pride Month che alcune aziende producono nel mese di giugno nonostante per il resto dell’anno non facciano nulla o addirittura ostacolino la comunità LGBTQ+, e per questo motivo sfruttano a tutti gli effetti una lotta per i diritti umani allo scopo di vendere i propri prodotti.


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Tommaso Zorzi racconta l’origine del Pride Month

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Questa mattina Tommaso Zorzi, in occasione dell’inizio del Pride Month, ha parlato nelle sue Instagram stories dell’importanza e dell’origine di questa ricorrenza annuale.

Il Pride Month è una celebrazione che dura per tutto il mese di giugno finalizzata a promuovere i diritti della comunità LGBTQ+ e a ricordare i traguardi raggiunti e le battaglie vinte su questo fronte dei diritti umani, attraverso cortei ed eventi.

“Questo è il mese del Pride e abbiamo tutti Instagram ricoperto di bandiere rainbow di tutti i brand che questo mese si impegnano a fare una capsule rainbow: tutti parlano di questo mese del Pride, ma conosciamo davvero l’origine del mese del Pride?”

Tommaso Zorzi ha iniziato ricordando una figura tra le più importanti ad aver dato vita ai movimenti per i diritti LGBTQ+, Marsha P. Johnson attivista e promotrice dei moti di Stonewall, che nella sua vita ha fortemente lottato negli Stati Uniti per l’uguaglianza e per l’inclusione della comunità.

Ed è proprio con i moti di Stonewall, avvenuti a New York, il 27 giugno del 1969 che si identifica la nascita del movimento di liberazione gay, da cui ha origine, appunto, il Pride Month che viene celebrato ogni anno e che culmina proprio il 28 giugno con lo svolgimento di gay pride in ogni parte del mondo.


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Tommaso Zorzi ha quindi voluto sottolineare l’importanza dei movimenti di liberazione nati sul finire degli anni sessanta negli Stati Uniti:

“Ho sempre ripetuto e ripeterò ancora che se noi abbiamo dei diritti oggi, parlo da ragazzo omosessuale, lo dobbiamo tutto o quasi tutto alle drag, alle travestite, alle trans che negli anni sessanta in America iniziarono i moti rivoluzionari che hanno portato oggi a fare quello che facciamo.

E vi dico tutto questo perché se il mese del Pride esiste è solo e soltanto grazie a Marsha P. Johnson.”

L’attacco di Tommaso ai brand che fanno rainbow washing

18:15 – Pride Month: Tommaso Zorzi attacca le aziende che fanno rainbow washing

Tommaso Zorzi ha voluto spiegare con precisione ed accuratezza il valore delle celebrazioni del mese del Pride prima di rivolgere un durissimo attacco alle aziende e ai brand che sfruttano il Pride Month per fare campagne pubblicitarie a tema e ripulire l’immagine del marchio abbracciando dei valori che vengono accantonati allo scoccare del 1 luglio.

L’influencer ha evidenziato come una campagna superficialmente basata sulla bandiera arcobaleno, senza che un’azienda sostenga concretamente la comunità LGBTQ+ per tutto l’anno, significhi effettivamente fare soldi minimizzando decenni di dure battaglie:

“Se tu sei un brand che durante l’anno non fa assolutamente niente per dimostrare solidarietà ed empatia e dare una mano concreta alla comunità lgbt e a giugno decidi di uscirtene con la tua capsule rainbow dove stai capitalizzando e monetizzando una situazione della quale non conosci niente, A: lo trovo immorale; B: non hai capito veramente un c***o perché non è una lavanderia di coscienza, che a giugno ti ripulisci perché metti una bandierina.”

Giulia Marinangeli
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