Tommaso Zorzi: no alla disinformazione sulla guerra

Giulia Marinangeli
  • Diplomata in scuola di traduzione
27/02/2022

Dal suo profilo Instagram, Tommaso Zorzi parla del modo di affrontare via social in questi giorni il conflitto russo ucraino, criticando fortemente alcuni modi superficiali di affrontare la situazione delicata di questi giorni: “Il qualunquismo non può essere applicato alla guerra”.

21:30 – Tommaso Zorzi: no alla disinformazione sulla guerra

In questi giorni i risvolti del conflitto russo ucraino sono al centro dei principali contenuti social e mediatici condivisi nelle varie piattaforme.

A tale proposito, Tommaso Zorzi ha affrontato questa tematica dal suo profilo Instagram, sottolineando l’importanza di evitare la superficialità nell’affrontare questo argomento, e che, piuttosto che parlare male di un argomento così importante quanto drammatico, sarebbe meglio non parlarne.

Tommaso Zorzi: la critica

21:30 – Tommaso Zorzi: no alla disinformazione sulla guerra

Tommaso Zorzi ha affrontato proprio oggi, dalle sue storie Instagram, una questione molto importante, che riguarda il modo in cui vengono affrontati via social i delicati assetti attuali del conflitto russo ucraino:

“Credo che ognuno di noi abbia il diritto inviolabile ma purtroppo violato spessissimo, di accedere a informazioni affidabili, specialmente per quanto riguarda un tema serio come la guerrain Ucraina, perché è inutile continuare a chiamarla situazione in Ucraina, quando è una guerra.

Ora, questo “ricatto morale” che viene fatto nei confronti di chi non posta o non mette attenzione social su questo tema, fa in modo che persone con nessuna competenza, come la maggior parte di noi, si riversino sui social a commentare una situazione facendolo inevitabilmente in maniera sbagliata. Perché non hanno le competenze per poterlo fare, ricondividendo informazioni imprecise, inesatte o da fonti inaffidabili.”

Zorzi: no al qualunquismo social sulla guerra

21:30 – Tommaso Zorzi: no alla disinformazione sulla guerra

Tommaso Zorzi ha proseguito il discorso nelle sue storie Instagram, specificando come il fatto di non affrontare via social un argomento complesso come un conflitto bellico, non significhi indifferenza verso ciò che accade, ma semplicemente può indicare che si preferisce non condividere contenuti sbagliati, superficiali o inesatti:

“Un conto è la solidarietà, la compassione e la vicinanza a tutti coloro i quali stanno affrontando una guerra o stanno scappando da una guerra in questo momento, credo che questi siano sentimenti comuni a tutti noi perché nessuno può rimanere impassibile di fronte a questa sofferenza, di fronte a bambini che vengono spogliati delle proprie famiglie e della gente che muore.

Un conto è dover per forza ritenere che la gente debba spettacolarizzare tutti questi sentimenti sui social perché se non lo fa non è così.

Ecco io credo che qui stiamo peccando veramente di superficialità in maniera preoccupante perché se iniziamo a credere che quello che succede sui social non succede, allora forse stiamo sbagliando tutto.

Credo che chiunque si voglia informare rispetto alla guerra in Ucraina non lo fa su un profilo come il mio o su un profilo di chi non è un giornalista di guerra o di chi non ha una voce autorevole in materia.”