Valentina Petrillo, la prima atleta transessuale delle paraolimpiadi
Valentina Petrillo sarà la prima atleta paralimpica transessuale della storia. La sportiva gareggerà per le gare femminili dei 200 e 400 metri categoria T12 e la sua presenza segna un momento importante per tutti i giochi olimpici.

La prima atleta transessuale della storia è Valentina Petrillo
La presenza di Valentina Petrillo alle paraolimpiadi di Parigi 2024 che avranno inizio il 28 agosto, segna un momento importante nella storia dello sport. La donna cinquantenne originaria di Napoli sarà infatti la prima atleta transessuale a partecipare ai giochi olimpici non solo di quest’anno ma di tutte le edizioni dell’evento.
La sportiva parteciperà alla competizione femminile dei 200 e 400 metri categoria T12 ed è ipovedente. Valentina ha contratto la sindrome di Stargardt quando aveva solo 14 anni e da allora ha perso gradualmente la vista.
La Petrillo faceva già parte del mondo dello sport e nel 2019 ha fatto coming out e ha intrapreso un percorso per affermare il suo genere.
Le vittorie
Quando ancora non aveva compiuto la sua trasformazione, Valentina aveva vinto ben undici titoli nazionali e, come uomo, era un asso del calcio a cinque della nazionale italiana ciechi.
A Parigi aveva già conquistato due medaglie di bronzo lo scorso anno ai Campionati mondiali paralimpici di atletica, sport del quale si è appassionata dopo l’oro olimpico di Mennea a Mosca Ottanta.
La presenza dell’atleta è molto importante in un evento come le olimpiadi che da sempre è contrassegnato da regole dure per i transgender. L’IPC (Comitato Internazionale Paralimpico) però, consente agli atleti riconosciuti come donne o uomini di competere nella categoria di riferimento.