Sanremo: i Pooh infuriati contro il Festival

07/03/2021

Durante la serata conclusiva del Festival di Sanremo era previsto un omaggio a Stefano D’Orazio, batterista e paroliere dei Pooh scomparso recentemente; Red Canzian ha dichiarato di essere infuriato e deluso per non aver visto un omaggio concordato da tempo. “È stata una cosa orrenda, davvero molto brutta”.

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La finale del 71esimo Festival di Sanremo ha incoronato i vincitori, I Maneskin, intorno alle 2:30 del 7 marzo; un orario decisamene improponibile che ha portato gli autori, durante la serata, a fare dei tagli sulla scaletta.

Tra questi tagli, anche l‘omaggio previsto a Stefano D’orazio, batterista e paroliere dei Pooh; Amadeus e Fiorello avrebbero dovuto cantare “Uomini Soli“, per omaggiare un artista tristemente scomparso lo scorso 6 Novembre; D’orazio, mentre si trovava in cura per una grave patologia, ha contratto il Covid che l’ha stremato sino alla morte a 72 anni.

Red Canzian, componente della band dei Pooh, ha rivelato ad AdnKronos di essere davvero indignato per questa mancanza di rispetto nei confronti di un grande artista.


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“Una cosa davvero brutta” le parole di Red Canzian

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Come ogni anno ci sono dei tagli da fare nella scaletta di Sanremo, soprattutto per uno spettacolo live che ha subito un forte scombussolamento dalla mancanza del pubblico; una promessa è una promessa però e, oggettivamente, la mancanza di questo omaggio ha ferito molto i componenti della band.

Red Canzian è stato molto duro, le sue parole all’agenzia stampa AdnKronos fanno capire la forte delusione dell’artista:

“È stata una cosa orrenda, davvero molto brutta. Sapevamo che doveva esserci questo omaggio e siamo rimasti molto male quando non l’abbiamo visto. Perché credo che Stefano D’Orazio meritasse quel ricordo. In cinque serate piene di qualsiasi cosa, tre minuti si potevano trovare”

Certo, la delusione è umana, ma sicuramente la caduta di stile è sempre dietro l’angolo; Red Canzian ha infatti iniziato ad accusare i cantanti in gara che, ovviamente, non c’entravano assolutamente nulla con i tagli subiti allo show:

“Per provocazione potrei dire che il tempo si poteva trovare persino al posto degli ultimi cinque in classifica, la cui assenza non avrebbe cambiato la storia della musica. Credo che Stefano in 50 anni abbia dato tanto alla musica italiana e che qualcosa poteva essergli restituito da quel palco. Non si può essere onorati solo quando si serve a qualcuno”


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Questa continua guerra generazionale dove, un personaggio adulto deve screditare a tutti i costi le nuove generazioni, è decisamente sfiancante; in questo modo, anche una polemica ed un risentimento più che umano, diventa nient’altro se non una critica amara nei confronti di chi non merita queste parole, a prescindere dai gusti musicali. 

Vito Girelli
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