The Boys in the Band: cast e trama

07/03/2021

The Boys in the Band è la trasposizione cinematografica dell’omonimo dramma teatrale di Mart Crowley; un cast ricco di attori di talento, cerca di raccontare e mettere in scena la situazione degli omosessuali degli anni ’70. Tutto si svolge principalmente durante una festa di compleanno dove drammi e stereotipi vengono distrutti e confermati, in un turbinio di emozioni.

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Adattare un dramma teatrale, soprattutto dargli la stessa profondità emotiva, non è per nulla facile, ma pare che gli attori di “The Boys in the Band” ci siano riusciti.

Prodotto da Ryan Murphy e con la regia di Joe Mantello, navigato regista e sceneggiatore di Broadway, nel 2020 questo film è sbarcato su Netflix; adattamento cinematografico dell’omonimo dramma di Mart Crowley del 1968.

Un primo film basato sulla stessa opera era già stato prodotto nel 1970, intitolato “Festa per il compleanno del mio caro amico Harold“, diventando uno dei primissimi titoli a trattare apertamente il tema dell’omosessualità.


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“The boys in the band” è riuscito a conquistare non solo il pubblico, ma anche la critica teatrale che ha deciso di riconoscergli l’ambito Tony Award per il miglior adattamento cinematografico di un’opera teatrale.

Cast e trama

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Ci troviamo a New York, alla fine degli anni sessanta dove, per il compleanno di Harold (Zacahry Quinto) sei amici, tutti omosessuali, si presentano per festeggiarlo insieme a casa di Michael (Jim Parsons). Lo stesso padrone di casa Michael riceve una chiamata, poco prima della festa, da un suo amico del college, Alan (Brian Hutchison).

Alan pare particolarmente scosso, chiamando in lacrime il suo amico chiedendogli di incontrarsi; Alan però non conosce un dettaglio della vita del suo amico, ossia della sua omosessualità.

Mentre tutti gli invitati arrivano, Donald (Matt Bomer) Larry (Andrew Rannels) ed Emory (Robin de Jesus), a sorpresa si presenta anche Alan che, pian piano inizia a realizzare che tutti in quella stanza sono omosessuali.

Nel giro di poche ore la situazione degenera e iniziano a venir fuori i problemi sentimentali tra i presenti e, soprattutto, la difficoltà di tirar su una vera e propria relazione in un’epoca in cui l’omosessualità è al pari di un omicidio.

La narrazione è interessante perché, nel giro di poche ore, riesce a tenere incollato lo spettatore anche se la location non cambia, mentre tutti i personaggi vengono approfonditi a livello psicologico. 


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Vito Girelli
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