Addio a Lucio Montanaro, volto indimenticabile della commedia italiana

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L’attore pugliese si è spento a Martina Franca dopo un improvviso malore. In oltre quarant’anni di carriera aveva lavorato con Lino Banfi, Mario Merola, Nino D’Angelo e tanti altri protagonisti del cinema italiano.

Addio a Lucio Montanaro, volto indimenticabile della commedia italiana
Foto profilo ufficiale di facebook di Lucio Montanaro

Il cinema italiano dice addio a Lucio Montanaro, uno dei caratteristi più riconoscibili e apprezzati della commedia popolare degli anni Settanta e Ottanta. L’attore è morto a 75 anni il 13 agosto a Martina Franca, la sua città natale, alla quale era rimasto sempre molto legato. Secondo quanto riportato, Montanaro avrebbe accusato un malore improvviso mentre si trovava in piscina.

Con oltre quaranta film all’attivo, Montanaro aveva conquistato il pubblico grazie a ruoli brillanti e a una presenza capace di lasciare il segno anche nelle parti secondarie. Nel corso della sua carriera aveva condiviso il set con alcuni dei volti più amati dello spettacolo italiano, da Lino Banfi ad Alvaro Vitali, passando per Renzo Montagnani, Edwige Fenech, Mario Merola e Nino D’Angelo.

Una carriera tra film cult, Lino Banfi, Mario Merola e Nino D’Angelo

Montanaro ha preso parte a numerose pellicole diventate simbolo della commedia italiana, tra cui La dottoressa del distretto militare, La soldatessa alla visita militare, La soldatessa alle grandi manovre, L’insegnante viene a casa e L’infermiera di notte.

Particolarmente importante fu il sodalizio professionale con Mario Merola, con il quale lavorò in diversi film, da Napoli… serenata calibro 9 a Zappatore. Negli anni Ottanta arrivarono anche le collaborazioni con Nino D’Angelo, tra cui Popcorn e patatine e Fotoromanzo.

Tra le sue ultime apparizioni sul grande schermo figura L’allenatore nel pallone 2, che lo vide tornare al fianco di Lino Banfi.

La notizia della morte ha colpito soprattutto Martina Franca. Soltanto lo scorso giugno, in occasione del suo 75esimo compleanno, il Comune gli aveva dedicato un omaggio pubblico per celebrare la sua lunga carriera e il legame mai interrotto con la sua terra.