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Chiara Ferragni: contro l’intervento del Senato sul DDL Zan

15/07/2021

Dal 13 luglio si sta svolgendo nell’aula del Senato la discussione sul DDL Zan. Chiara Ferragni, da tempo sostenitrice del disegno di legge, ha espresso sui social il proprio pensiero riguardo agli interventi dei vari senatori che vi si oppongono.

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Oggi è stato il terzo giorno di discussione in Aula al Senato del DDL Zan, disegno di legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo.

In questi giorni sono stati molti gli interventi di Senatori contrari al DDL Zan che si sono appellati a questioni che non riguardano affatto il disegno di legge, pur di perpetrare il tentativo di affossarlo.

A tal proposito, ieri sera Chiara Ferragni è intervenuta dai suoi social per commentare le parole degli oppositori del DDL Zan, sostenuto da diverso tempo sia da lei, sia da suo marito Fedez, oltre che da milioni di cittadini.

Chiara Ferragni: spettacolo indegno per l’argomento e per il luogo

Quello a cui si è assistito in questi giorni durante la discussione al Senato sul DDL Zan, è una serie di interventi da parte degli oppositori che si aggrappano a ragioni assurde, infondate ed inventate pur di fare in modo che questo disegno di legge non venga votato.


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Chiara Ferragni, sostenitrice da diverso tempo del DDL Zan, non è rimasta indifferente alle bestialità tirate fuori in Senato e ha deciso di esprimere il proprio pensiero attraverso i social.

Con un lungo messaggio scritto e postato nelle sue Instagram stories, ieri l’imprenditrice digitale ha rivolto dure critiche nei confronti dei Senatori che hanno scelto di mentire per cercare di affossare il DDL:

“Ho sentito Senatori parlare di “ciccioni”, altri ululare e fischiare come fossero in uno stadio e non nel Senato della Repubblica, altri definire l’omofobia uno pseudopericolo, altri parlare ancora di genitore 1, genitore 2 e di calciatori. Si è parlato di cartoni animati e di eterofobia.

La discussione su un disegno di legge così importante poteva e potrebbe essere ancora l’occasione per la politica di mostrare al Paese il suo volto migliore.

Invece in tanti hanno scelto ancora di dare vita a spettacoli non degni né dell’importanza dell’argomento, né dei luoghi in cui è discusso.

Pensarla in modo diverso è sacrosanto, ma questo non significa dover mentire, esasperare, deridere, fischiare.

Il DDL Zan non c’entra con gran parte delle cose dette oggi in Senato. Non impone niente a nessuno.

Si assicura solo che una legge che già esiste in Italia da tanti anni, la legge Mancino, estenda le sue tutele anche alle vittime di discriminazione per l’orientamento sessuale, l’identità di genere, il sesso, la disabilità.


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Tutto qui. Se questa legge già esiste da tanti anni per difendere le vittime di razzismo, e non ha mai tolto il diritto di parola e di critica a nessuno, perché non può esistere anche per le vittime di queste discriminazioni?”

“Educare i nostri figli a non odiare”

Protagonisti del dibattito in Senato sul DDL Zan sono stati i bambini, chiamati in causa dagli oppositori, i quali riterrebbero che questo disegno di legge andrebbe contro i diritti dei minori, quando tutto quello che andrebbe ad apportare il DDL Zan è che siano tutelate anche le vittime di odio e discriminazione per identità di genere, orientamento sessuale, sesso e disabilità.

Così anche Chiara Ferragni vuole parlare dei bambini, e richiama l’attenzione sul fatto che questo disegno di legge sarebbe un grande contributo all’educazione dei futuri cittadini:

“Diciamo sempre che l’odio non va combattuto solo con la repressione, ma anche con l’educazione, perché non educare i nostri figli a non odiare gli altri? A non discriminare? A non far soffrire altri bambini che possono essere i nostri stessi bambini?

Perché dei principi di semplice buonsenso come questi devono dividere il Paese e la politica?

Dovrebbero essere patrimonio di tutti. E dovrebbero solo elevare il dibattito. Il bello dei diritti è che si possono dare a tutti senza togliere niente a nessuno.

E allora perché non possiamo essere migliori di ciò che abbiamo visto e sentito oggi? Migliori di così?”

Giulia Marinangeli
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