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Fedez: lo sfogo contro il Codacons

14/07/2021

Fedez riceve una raccomandata del Codacons in cui richiedono l’immediato sequestro della raccolta fondi di Scena Unita. Il rapper, bersagliato spesso da questo coordinamento, si è sfogato sui social e ha poi postato la successiva risposta dell’associazione.

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Ancora una volta il Codacons si scaglia contro Fedez. Neanche un mese fa le ragioni erano le bottigliette di Coca-Cola nel videoclip di Mille, oggi la questione si sposta sulla raccolta fondi Scena Unita, organizzata da Fedez coinvolgendo moltissimi artisti, per sostenere i lavoratori dello spettacolo rimasti fermi nel periodo della pandemia.

Nella raccomandata inviata al rapper, il Codacons richiede l’immediato sequestro della somma raccolta da Scena Unita, paragonandola ai fondi per Malika, sui quali recentemente sono stati sollevati dei dubbi riguardo all’uso che la ragazza ne avrebbe fatto.

Fedez, esasperato, si è sfogato sui suoi social controbattendo alle ennesime accuse ricevute da parte del Codacons, e successivamente pubblica anche la risposta di Scena Unita.


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Lo sfogo di Fedez

Fedez, più di ogni altra volta, ha mostrato sui social la sua esasperazione per essere il continuo bersaglio degli attacchi del Codacons, che questa volta se la sono presa col fondo Scena Unita che il rapper ha creato, coinvolgendo moltissimi artisti allo scopo di sostenere i lavoratori dello spettacolo, rimasti fermi durante la pandemia.

Stando al racconto di Fedez, la raccomandata ricevuta questa mattina conterrebbe la comunicazione del Codacons di aver richiesto l’immediato sequestro dei fondi raccolti da Scena Unita.

Nella raccomandata il Codacons arriva addirittura a paragonare l’iniziativa di Fedez, alla raccolta fondi destinata a Malika, la ragazza cacciata di casa dalla famiglia che non accettava la sua omosessualità e che pare che parte della raccolta a lei destinata sia stata utilizzata per l’acquisto di beni di lusso.

A questa raccomandata Fedez, concitato, risponde con uno sfogo sui social nei quali contrattacca il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori:

“Fate schifo, io sono stufo di essere perseguitato da voi. È incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi e so quello che fate, so come lo fate, e che nessuno intervenga. Sono stufo di essere perseguitato da voi pure quando le persone fanno del bene. Vergognatevi.”

Subito dopo Fedez ha ricordato che durante il primo lockdown il Codacons mandava in onda uno spot per richiedere donazioni destinati a se stessi pur non essendo in nulla legati alla risoluzione dell’emergenza sanitaria:


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“Cerco sempre di farmi una risata, però si è arrivati ad un punto dove è veramente insostenibile questa cosa. Ricordo che il Codacons durante il primo lockdown chiedeva i soldi alle persone con un banner con scritto “donate per l’emergenza coronavirus” quando i soldi andavano direttamente a loro, che con l’emergenza sanitaria nulla avevano a che fare.

Questi hanno il coraggio di venire a rompere i c******i dove degli artisti hanno raccolto milioni di euro per aiutare i lavoratori dello spettacolo e paragonarli alla raccolta fondi di una ragazzina che si è comprata una Mercedes.

Ma come c***o è possibile che in questo Paese sia possibile tutto questo? Io c’ho almeno una trentina di denunce, devo andare in tribunale per trenta volte con questi s****i che intasano i pubblici uffici. Mi sono rotto il c***o, non è possibile una roba del genere.”

Il comunicato di Scena Unita

Subito dopo Fedez posta nelle sue Instagram stories anche il comunicato ufficiale di Scena Unita insieme con la Fondazione Cesvi in cui si difendono dagli attacchi del Codacons e mostrano la totale trasparenza della raccolta fondi e della sua destinazione.

Dopodiché, il rapper posta altre stories in cui ribadisce l’inattaccabilità di Scena Unita e controbattendo che dall’altra parte non viene mostrata la stessa trasparenza: “chi controlla il controllore?” Si chiede a questo punto Fedez.

In ultimo, lo sfogo di Fedez si conclude con un video in cui spiega che il motivo per cui in questo caso è furioso con il Codacons è che per attaccare lui è stato rovinato il lavoro di moltissime persone solo perché il Codacons è spalleggiato da una parte delle istituzioni pubbliche:

“Per attaccare me, per la prima volta, oggi, hanno attaccato il lavoro di persone che hanno messo a disposizione ore della propria vita per il bene comune, umiliandole e mortificandole a tal punto da mettere sullo stesso piano un lavoro fatto con una professionalità estrema, con una velocità, una rapidità mai vista prima per il settore che abbiamo aiutato, paragonandola a una raccolta fondi messa in piedi da una ragazzina.

Questo vuol dire non avere rispetto del lavoro degli altri, del lavoro e del sudore delle persone. Persone che oggi perderanno del tempo prezioso che avrebbero messo a disposizione per cause importanti; oggi devono perdere tempo con il Codacons perché? Perché al Codacons gli sta sul c***o Fedez e il Codacons si permette di fare la voce grande perché di fianco ha delle istituzioni pubbliche che gli danno credito.

Questa cosa non è accettabile in un Paese serio, se siamo un Paese serio, questo è tutto da vedere ovviamente.”

Giulia Marinangeli
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