Francesco Totti, la furia degli investigatori privati: pronti a vie legali

Rachele Luttazi
  • Esperta in TV e Spettacolo
18/09/2022

Dopo che Francesco Totti ha dichiarato di essere stato seguito da un investigatore privato, ingaggiato da Ilary Blasi, la Federazione Italiana degli Istituti privati per le investigazioni (Federpol) ha deciso di procedere per vie legali.

Francesco Totti, la furia degli investigatori privati: pr

In seguito all’intervista di Francesco Totti al Corriere della Sera, al quale ha dichiarato che Ilary Blasi lo avrebbe spiato tramite un investigatore privato, al punto tale da mettere delle cimici in macchina, la Federazione Italiana degli Istituti privati per le investigazioni (Federpol) ha deciso di procedere per vie legali.

Quando dichiarato dall’ex calciatore, infatti, avrebbe leso la professione degli investigatori privati, secondo quanto dichiarato dal presidente della Federazione, Luciano Tommaso Ponzi.

Francesco Totti: le parole di Federpol

Francesco Totti, la furia degli investigatori privati: pr

Il presidente della Federpol ha dichiarato che in seguito alle dichiarazioni di Francesco Totti, la Federazione ha deciso di procedere per vie legali:

A tutela della propria onorabilità, in merito ai continui e inappropriati tentativi di denigrare la reputazione della figura dell’investigatore privato che accoglie al suo interno seri professionisti, assolutamente rispettosi delle leggi (molte) e adeguatamente formati in tal senso, la Federpol, federazione più rappresentativa della categoria, si riserva di adire le vie legali.

Alla Federazione non è affatto piaciuto che l’ex capitano della Roma abbia raccontato di essere stato seguito da un investigatore privato, ingaggiato dall’ormai sua ex moglie:

Mi ha fatto seguire da un investigatore privato. Persone a lei vicinissime mi hanno messo le cimici in macchina, e il gps per sapere dove andavo; quando bastava che me lo chiedesse. Altre persone si sono appostate sotto la casa di Noemi.

Quanto affermato da Totti ha scatenato la rabbia della Federpol:

Noi non ci stiamo, non so più come ripetere che la figura dell’investigatore privato, così tanto romanzata, è fatta di professionisti seri ed esemplari, che conoscono il loro lavoro e sanno rispettare la legge e soprattutto le persone. Spiace assistere a continui talk show televisivi, frequentati dai professionisti del gossip, che si permettono di offendere colleghi e ledere la loro onorabilità… D’altronde se una prova non è utilizzabile in giudizio per quale ragione dovrebbe essere fornita ad un ipotetico committente, per fare ricatti o estorsioni?

Successivamente il presidente Ponzi ha aggiunto:

Non vogliamo asserire che le pecore nere, come in tutte le professioni, possano esserci, ma che una intera categoria venga denigrata da organi di stampa, magari pure dalla televisione pubblica, beh questo è inaccettabile.