Metodo Fate la nanna

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Favorevoli o contrari al metodo Estivill?
Una delle difficoltà più grandi che ogni genitore deve affrontare con i propri bambini, è sicuramente quella legata alla nanna dei propri piccoli.
Trasmettere fiducia e serenità ai nostri bambini, per insegnarli a dormire da soli, non sempre è facile e il rischio di ritrovarsi nostro figlio (magari più di uno) sul lettone è veramente alto.

Proprio per questo medici, psicologi , studiosi di tutto il mondo hanno tentato di trovare una tecnica comune per poter educare i bambini a dormire da soli: uno dei metodi più famosi e controversi, è  quello raccontato dal libro “Fate la nanna” di Estivill, un libro capace di dividere il mondo dei genitori tra favorevoli e contrari.

In cosa consiste il metodo Estivill

Per semplificare possiamo affermare che il metodo si può riassumere in queste fasi:

– abituo il bimbo a una routine prima di portarlo a letto (metto il pigiamino, leggo una storia, gli faccio ascoltare la musica dolce di un carillon etc etc)
– lo metto nel suo lettino
– Parlo con lui per qualche minuto usando parole dolci e ripetitive e poi lascio il piccolo da solo
– Il piccolo, molto probabilmente, inizierà a piangere: è necessario lasciare che il  bambino stia da solo per 1 minuto
– Trascorso il minuto (se il bimbo continua a piangere), dovremo rientrare nella stanza, tranquillizzare il bimbo, rimettergli il ciuccio se fosse caduto e uscire nuovamente dalla stanza senza prenderlo in braccio.

Questa operazione deve essere ripetuta seguendo questi intervalli di tempo: 1 minuto, 3 minuti, 5 e 7 minuti questo fino a quando il piccolo non si addormenta.

Lo scopo delle tempistiche scadenzate in modo preciso (quindi useremo un cronometro) è quello di far capire al piccolo che non lo stiamo abbandonando alla sua paura ma, in caso di bisogno, siamo pronti a consolarlo.
Questa la teoria: ovviamente la pratica, molte volte, è ben diversa e non sempre garantisce buoni risultati.
Le variabili sono tante: pazienza, carattere del bimbo, fattori esterni come eventuali dolorini etc etc quindi il metodo Estivill non deve essere preso come un dogma (almeno secondo il mio punto di vista) ma come tecnica da provare senza traumatizzare il bimbo.

Gli esperti affermano che è necessario ripetere questa routine almeno per 3 o 4 giorni prima di ottenere dei risultati: ciò comporta che per 3 o 4 giorni, almeno, il piccolo potrebbe piangere per lungo tempo (40/50 minuti intervallati dalle vostre visite scadenzate) prima di addormentarsi, creando in voi una sorta di ansia (sentire piangere vostro figlio non è piacevole ma, salvo alcuni casi, il loro pianto non è dolore ma disagio).

Tabella tempistiche metodo “Fate la Nanna” di Estivill

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Se dopo 3 o 4 giorni le tempistiche non si riducono (dimezzando il tempo del pianto) credo sia opportuno interrompere il metodo.
Ovviamente queste sono considerazioni personali, considerazioni nate da un’esperienza  calibrata solo sui miei bimbi.

Esperienza personale con il metodo Estivill

Alla nascita della mia prima bimba mi è stato regalato da alcuni amici questo libro “Fate la nanna” di Estivill: complice il poco tempo e la stanchezza accumulata ho riposto il libricino nel cassetto lasciandolo a prendere la polvere.
Questo fino a quando non sono divenuta mamma per la seconda volta: forte dell’esperienza tragica della prima bimba (tutt’ora dorme sul lettone pur avendo 4 anni e non vi dico i calci, le gomitate che ogni notte prendiamo io e mio marito) ho deciso di provare questo metodo.

Le paure erano tante ma la voglia di abituare il nuovo arrivato a dormire da solo ha superato il timore iniziale: devo ammettere che i primi due giorno sono stati un po’ traumatici.
Il primo giorno sono riuscita a farlo addormentare in 45 minuti: un’eternità, sopratutto perché sentire piangere il mio bimbo (pur non essendo un pianto straziante o accompagnato da vomito o convulsioni) mi metteva angoscia (come normale che sia).
A partire già dal secondo giorno le tempistiche sono diminuite, arrivando a 25 minuti per poi diventare solamente 15 il secondo giorno.

Oggi, a 5 mesi, mio figlio riesce ad addormentarsi in 10 minuti circa, dormendo tutta la notte sul suo lettino svegliandosi solo una volta (verso le 4) per la poppata notturna: certamente il mio caso è un misto di fortuna e pazienza (in questo mio marito mi ha aiutata molto) ma credo possa essere una strada percorribile da tutti.

Consiglio personale sul metodo Estivill

Il metodo non deve essere preso come dogma o come riferimento infallibile e sono convinta che debba essere calibrato da bambino a  bambino e da genitore a genitore.

Io ho apportato una piccola modifica: anche se il libro consiglia tempistiche di 1, 3, 5, 7, 10 minuti, ho preferito fermarmi ad un massimo di 5 minuti.
Se il bimbo qualche sera non riesce proprio ad addormentarsi, lo prendo in braccio lo cullo e una volta addormentato lo rimetto nel lettino, questo capiterà 4 volte al mese.

Quindi, per concludere, se desiderate provar il metodo Estivill, fatelo ma a modo vostro: ogni bimbo ha le sue esigenze, i suoi tempi e come tali devono essere rispettati senza forzarlo più del dovuto ed evitando traumi.

In bocca al lupo a tutti.