Omogeneizzati e liofilizzati per bambini: sicuri o no?


Nell’ambito dello svezzamento, a partire dall’ottavo mese, se si hanno esigenze o necessità nell’alimentazione dei bimbi si possono utilizzare omogeneizzati e liofilizzati. Lo spiegano gli esperti della Fondazione Umberto Veronesi.

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Gli omogeneizzati rientrano nello svezzamento del bebè, a partire dagli 8 mesi.

Lo svezzamento è un momento in cui impara ad assaporare e apprezzare alimenti diversi rispetto al solo latte, sperimentando l’incontro con nuovi sapori e consistenze.

Ecco i suggerimenti e le spiegazioni degli esperti della Fondazione Umberto Veronesi.

Dagli 8 ai 12 mesi: cosa introdurre nell’alimentazione del bambino

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Dall’ottavo mese in poi, se il piccolo mangia volentieri si può provare a suddividere il pasto in diverse portate: es. pastina, purea di verdura con pesce e frutta.

In caso contrario si può optare per il piatto unico per un tempo più lungo. Intorno agli 8 mesi si possono introdurre il tuorlo d’uovo cotto e il pomodoro.


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La pastasciutta si può condire con olio extravergine di oliva e parmigiano oppure con ragù di carne bianca o pesce freschi o omogeneizzati.

Dal decimo mese si può iniziare a proporre la carne triturata grossolanamente. Iniziano i contorni con puree di verdure e patate.

Omogeneizzati e liofilizzati: sì o no?

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Le mamme che hanno tempo e voglia di cucinare possono preparare quotidianamente le pappe per i loro bambini, variando ogni giorno proposte e sapori.

Tuttavia nel caso di impegni lavorativi, viaggi lontani da casa, imprevisti che fanno ritardare il ritorno a casa della mamma o la mancanza degli ingredienti necessari in dispensa, si può ovviare facilmente grazie all’utilizzo di omogeneizzati e liofilizzati.

Entrambi sono alimenti (carne, pesce, verdura, frutta) sottoposti a frantumazione finissima, che li rende di facile ingestione e digestione. Tra loro

Gli omogeneizzati sono prodotti secondo normative molto severe: devono essere cotti a vapore, confezionati in recipienti di vetro, sottovuoto e sterilizzati.

Non contengono né conservanti né additivi, negli ingredienti non devono essere presenti pesticidi e ormoni; nitrati e micotossine devono essere a livelli molto bassi, nettamente inferiori ai limiti di legge per frutta e verdura fresche.

I liofilizzati rappresentano un’alternativa agli omogeneizzati, con analoghe caratteristiche nutrizionali e una facile conservazione, grazie all’essiccamento finale del prodotto.

I nutrizionisti, da tempo, sono tutti d’accordo: entrambe sono ottime soluzioni per soddisfare, in caso di necessità, i bimbi affamati.


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(Fonte: “La salute in tavola. I consigli alimentari della Fondazione Umberto Veronesi. Speciale svezzamento e prima infanzia”)

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