Tipi di scottature nei bambini


La scottatura è una distruzione del rivestimento cutaneo e a volte dei piani sottostanti, a causa di un agente termico, chimico, elettrico o di radiazioni ionizzanti.
Quale che sia l’eziologia, la sopravvivenza dell’ustionato è in discussione quando la scottatura supera il 20% della superficie corporea totale nell’adulto ed è maggiore dell’8% nel bambino.

La lesione locale provocata dall’ustione si diversifica a seconda dello strato danneggiato dall’agente ustionante, cioè lo strato epidermico della cute, il derma o anche i tessuti sottostanti.
Si definiscono ustioni di 1° grado le meno profonde. Sono dette ustioni epidermiche e si ha la distruzione solo degli strati superficiali dell’epidermide. La cute appare arrossata ed edematosa.
Il dolore è intenso ed è accompagnato da calore della parte interessata. La guarigione in questi casi è spontanea in 2-3 giorni.

Le ustioni di 2° grado sono più gravi. Si ha l’interessamento non solo dell’epidermide, ma anche del derma a varia profondità, con distruzione parziale o totale delle strutture epiteliali intradermiche che hanno la capacità di rigenerare l’epidermide. A seconda della profondità si distinguono le ustioni dermiche superficiali da quelle dermiche profonde.
Si producono delle vescicole subepidermiche che si chiamano flitteni, dove si ha un rigonfiamento dovuto a una raccolta di liquido sieroso al di sotto dello strato esterno dell’ epidermide. Si ha edema tissutale con fondo rosso o biancastro. Il dolore è molto forte e spesso si ha la sensazione di sete intensa con contrazione delle diuresi.
La guarigione è spontanea e a seconda della gravità compresa tra i 7 e più di 15 giorni.

Le ustioni più gravi sono quelle di 3° grado dette sottodermiche o a tutto spessore perché sono caratterizzate dalla necrosi di tutti e due gli strati cutanei raggiungendo, talvolta, anche gli strati sottostanti.
Vengono distrutti tutti gli elementi epiteliali presenti nel derma per cui non vi è alcuna possibilità di riepitelizzazione spontanea proveniente dagli strati profondi. La parte lesa ha escara, cioè carbonizzazione dei tessuti, secca, scura o molle e grigiastra. Si ha sete intensa, dolore solo periferico e contrazione delle diuresi se estesa. La prognosi di guarigione è molto lunga con esiti anche gravi.

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