Fedi nuziali: storia, usanze e tradizioni

Il simbolo per eccellenza del matrimonio sono le fedi, gli anelli che gli sposi si infilano al dito il girono delle nozze e che non toglieranno più. Ma come è nata l’idea di questo anello? Da dove arriva il suo nome? Che significato avevano le fedi nel passato? Scopriamolo insieme! 

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Il momento più importante di una cerimonia di matrimonio è sicuramente costituito dallo scambio delle fedi. Dopo aver pronunciato delle solenni formule con cui si impegnano ad amarsi per tutta la vita, infatti, gli sposi si infilano reciprocamente al dito un anello, a suggellare la loro unione.

Il nome stesso del prezioso gioiello, infatti, deriva dalla parola latina Fidem e vuol dire fiducia. La fede rappresenta infatti un patto indissolubile tra due persone che scelgono di passare insieme tutta la vita, amandosi e rispettandosi.

Sono molte, però, le usanze, le tradizioni e le superstizioni legate all’anello di nozze… Vediamone alcune!


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Fedi: tradizioni e superstizioni

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Secondo il galateo dovrebbe essere lo sposo a pagare per le fedi e dovrebbe essere il suo testimone a portarle alla cerimonia. L’ingresso degli anelli, di solito, avviene in maniera piuttosto solenne e, infatti, di solito vengono trasportati lungo la navata dalle damigelle o dai paggetti, adagiati sul tipico cuscino matrimonio.

Indossarle prima delle nozze, poi, porterebbe sfortuna, così come comprarle nello stesso momento dell’anello di fidanzamento.

Le fedi nuziali nell’antichità

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L’usanza di suggellare l’amore di due sposi con le fedi arriva dal passato, addirittura dal periodo dei barbari. I romani, poi, cominciarono a realizzare degli anelli in ferro, chiamati vinculum, pensati inizialmente solo per gli uomini e poi anche per le donne.

Nel Medioevo, invece, l’usanza era quella di intrecciare un capello della futura sposa e quello del loro futuro sposo intorno ad un anello, che poi veniva tenuto 9 giorni sul proprio petto, all’altezza del cuore; il giorno delle nozze veniva scambiato come pegno di amore e fedeltà.


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Dal XVI secolo in poi l’anello cominciò ad essere forgiato in oro giallo, anche a causa dell’influsso dalla religione e del significato di eternità dato dalla chiesa al prezioso materiale.

Fede: perché si porta a sinistra

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Scegliere le proprie fedi è possibile ma c’è un’usanza (almeno in Italia) che non può assolutamente essere cambiata: quella di portare l’anello all’anulare della mano sinistra.

Il motivo di questa tradizione potrebbe essere riconducibile al fatto che nell’anulare passa la “vena amoris”, cioè la vena dell’amore che, risalendo per il braccio, arriva direttamente al cuore.

Al Nord Europa, invece, è piuttosto comune vedere l’anello alla mano destra, così come in alcuni paesi dell’America Latina. In Inghilterra, soprattutto in passato, era indossato al pollice.

Arianna Preciballe
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