Valentino con Zendaya verso una nuova bellezza

Valentino, iconica Maison di moda nota in tutto il globo, attraverso il volto della nota attrice Zendaya ha deciso di ridefinire l’archetipo di bellezza; la maison, attraverso un post Instagram, l’ha eletta la “DiVa” dei nuovi valori di verità e individualità, i quali ormai sono decisamente sottovalutati. Perché Zendaya dovrebbe essere un simbolo di rivoluzione?

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Zendaya è il nuovo volto ufficiale della maison di Alta Moda Valentino; sotto la direzione di Pierpaolo Piccioli, direttore artistico dell’azienda, Valentino sta spaziando in universi sempre più avanguardisti.

Prima una presentazione a Shangai in un magazzino commerciale, diverso dai sontuosi palazzi della Capitale ai quali ci ha abituato il marchio, poi una collezione crossgender, ossia priva di sesso, oggi l’obiettivo è quello di ridefinire l’archetipo della diva con un’attrice bellissima, ma non proprio quello che ci si “aspetta”.

Zendaya è la nuova Diva per Valentino

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Quando si parla di bellezza, si esplora un campo nutrito di moltissima letteratura e ricerca; la moda, a differenza di quello che si è abituati a credere, non è solamente un luogo di superficialità e stereotipi, bensì una forma d’arte che ha lo scopo di evolversi con la società.

Piccioli è perfettamente conscio del potere di un brand come Valentino, scegliendo un’attrice dalle origini miste. Zendaya Maree Stoermer Coleman, nasce da padre afroamericano e una madre con origini scozzesi e tedesche.

La sua pelle è ambrata ed i suoi capelli di un castano morbido, un naso molto vistoso e delle labbra larghe e non troppo carnose; se leggessimo questa descrizione senza conoscerne il volto, automaticamente, saremmo portati ad immaginarci una ragazza non proprio bella.

Perché? Il motivo è da ricercare nella concezione che abbiamo della bellezza, imposta dall’idea che noi stessi ci aspettiamo di trovare in un determinato ambito, come la moda stessa.

Cos’è uno standard di bellezza?

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Un’ideale di bellezza è un qualcosa che muta in maniera esponenziale, in base a quello che la società ricerca in una persona; al tempo degli antichi romani una donna con fianchi larghi, pelle diafana e capelli corvini era considerata il massimo della bellezza.

La pelle chiara, da sempre considerata un simbolo di nobiltà, è ad oggi sicuramente in seconda posizione rispetto al colorito di Zendaya, perché accade questo? A definire la bellezza, per decenni, sono stati proprio i brand di alta moda attraverso il potenziale visivo.


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Naomi Campbell è stata una delle primissime modelle dalla pelle scura a sfilare negli anni ’90 in una fashion week; Gianni Versace decise di elevarla a top model e rilanciare un trend di bellezza più inclusivo;  prima della moda c’erano la pittura e la letteratura in cima alla piramide di chi ridisegnava gli standard di bellezza.

Uno standard veniva definito da chi aveva il potere culturale di inserire nella mente degli altri un’idea in maniera fissa, affidabile, forte e stabile. Valentino, come maison internazionale, sa che Zendaya potrà apparire un archetipo strano ai più, ma allo stesso tempo è conscio che, con una forte imposizione culturale e visiva di questa bellezza poco convenzionale, pian piano si espanderà attraverso un fenomeno di emulazione.

Siete ancora attaccati all’idea di top model magrissime che danzano su tacchi vertiginosi più longilinei della loro silhouette? Bene, vi sbagliate di grosso, la moda è arte e si evolve prima dell’opinione pubblica.

 

Vito Girelli
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