Diete veg per bambini: a rischio lo sviluppo psicomotorio?


La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) commenta l’incremento del 20% di coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana. Un pediatra della società raccomanda di monitorare i bambini, controllare gli esami del sangue per evidenziare eventuali carenze e far controllare dagli esperti lo sviluppo psicomotorio e fisico.


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Un aumento di circa il 20%. È quello che riguarda coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana. Secondo il più recente Rapporto Eurispes 2020, si è passati “da un 7,3% di popolazione a un 8,9%”, secondo un trend in crescita rispetto al 2019 e al 2018.

Dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) arrivano alcune riflessioni e raccomandazioni.

L’esperto: “Monitorare i bambini e controllare esami del sangue”

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Nel presentare l’aggiornamento delle raccomandazioni riguardanti i regimi alimentari veg, Marcello Bergamini, pediatra della SIPPS, invita a “monitorare i bambini a dieta vegetariana, e controllare gli esami del sangue che possono rilevare delle carenze”.

Continua Bergamini:

“Abbiamo verificato che non ci sono evidenze sufficienti per poter confrontare, in maniera corretta, la dieta vegetariana con le altre diete. In questi tre anni, infatti, non sono comparsi in letteratura lavori sufficientemente validi per poter modificare le raccomandazioni che in sostanza sono tutte uniformi e rimangono invariate. Non ce ne sono né di positive né di negative per le diete vegetariane, mentre ce n’è una per le diete vegane”.

Con lo studio della “tendenza” delle diete vegetariane e vegane ci sono diversi nodi da sciogliere. Per prima cosa, Bergamini sottolinea come “non ci siano dimostrazioni che ci diano il ‘via libera’ nell’utilizzo” delle diete veg “da parte di tutta la popolazione generale”. Prosegue lo specialista:

“Al momento ci sono circa il 9% delle famiglie che le utilizzano, di cui un quarto sono vegane e in tendenziale aumento. Bisogna cercare di chiarire quali sono le evidenze che giustificano l’utilizzo eventuale di queste diete per i bambini”.

Dieta mediterranea: sana, inclusiva, onnicomprensiva

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A ciò si aggiunge, poi, che “non si può essere certi di quello che le famiglie faranno, se si occuperanno delle supplementazioni in modo corretto. Non sappiamo neanche se porteranno con continuità i propri bambini dai pediatri per controllare il corretto sviluppo psicomotorio e fisico”.


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Secondo il pediatra, se si “volessero confrontare le diete vegetariane con altri tipi di diete, dovrebbero confrontarsi con il Gold standard di oggi. Non solo secondo il ministero della Salute e le società scientifiche ma anche per l’Oms”.

Bergamini si riferisce “alla dieta mediterranea, che è considerata la dieta sana perché include invece di escludere, è onnicomprensiva di tutti i cibi ed è una dieta che può consentire, senza necessità di supplementazioni, uno sviluppo psicomotorio e fisico dei più piccoli”.

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