Frigorifero: temperatura corretta e giusta conservazione degli alimenti


Quali sono i segreti del frigorifero? Osservare semplici norme di sicurezza alimentare, come quelle diffuse dal Ministero della Salute, ci aiuta a tenere lontani i pericoli legati a cibi scaduti, contaminati o pieni di tossine dannose. 

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Spesso si tende a sottovalutare l’importanza non solo del corretto trasporto dei cibi dalle botteghe o dal supermercato a casa, ma anche quella che ha a che fare con la loro conservazione domestica.

La sicurezza alimentare, invece, è importante: diminuisce drasticamente i rischi legati all’assunzione di alimenti scaduti, contaminati o contenenti tossine naturali molto pericolose.

Come possiamo mantenere intatta la qualità dei prodotti ed evitare errori comuni?

Ecco cinque regole da tenere presenti, tratte dal vademecum “Sicurezza nel frigorifero” realizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Frigo: temperature e date di scadenza degli alimenti


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  1. Mantieni la temperatura interna del frigo intorno ai 4-5 °C. Colloca il frigorifero lontano da fonti di calore. Aprilo solo quando ne hai bisogno e richiudilo in tempi brevi.
  2. Il punto più freddo del frigo è la mensola più bassa, subito sopra il cassetto per le verdure (circa + 2 °C). Controlla il libretto delle istruzioni, che può darti indicazioni precise e corrette sulla gestione degli spazi interni: soprattutto nei modelli di nuova generazione ci sono differenti sistemi di refrigerazione, che devi tenere presente.
  3. Non conservare gli alimenti oltre la loro data di scadenza: è quella entro la quale un alimento può essere venduto e deve essere consumato. Devono essere riportati, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Dopo tale data, non sono più garantite dal produttore la salubrità e le caratteristiche organolettiche del prodotto.

Temperatura di conservazione degli alimenti in frigo

Come usare correttamente il frigorifero: 5 regole

Ogni alimento ha la sua “temperatura di conservazione”.

  • Carne e pesce devono sostare nella parte più fredda (solitamente il comparto più in basso).
  • Il pesce eviscerato e lavato, deve essere consumato entro 24 ore.
  • La carne ha tempi di conservazione diversi a seconda del tipo di taglio e composizione: se macinata deve essere consumata entro 24 ore, entro 48 se è di pollo o tacchino, entro 72 ore nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere.

4. La parte centrale (di solito 4-5 °C) è adatta a uova, latticini, dolci a base di creme e panna e agli alimenti da conservare in frigorifero “dopo l’apertura”.

Uova latticini

  • Nella zona a temperatura maggiore (di solito il cassetto nella parte bassa) si conservano le verdure e la frutta che possono essere danneggiate da temperature troppo basse.Vanno consumate rapidamente per evitarne il deterioramento.
  • Gli sportelli e le mensole all’interno della porta sono i punti più caldi del frigorifero: lì puoi metterci i cibi e i prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (es. bibite, burro).
  • Alcuni alimenti non hanno bisogno di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne pure danneggiati, come, per esempio, la frutta esotica, gli agrumi (che possono diventare amari con il freddo), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine. Il pane diventa raffermo più velocemente con le basse temperature. In generale frutta e verdura che devono ancora maturare devono essere conservate a temperatura ambiente.

5. Mai riporre sui ripiani alimenti caldi, che possono causare condense e bruschi innalzamenti di temperatura.

Occhio alle cosiddette “contaminazioni crociate”: «Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere mangiati. In questo modo eviterai che microrganismi eventualmente presenti nei primi vengano trasferiti ad alimenti che non subiranno più trattamenti termici prima del consumo.

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