Sindrome di Night Eating: cos’è e come si sconfigge

Arianna Preciballe
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

L’alimentazione incontrollata notturna, chiamata anche in inglese Night Eating Syndrome (NES), è una patologia cporta coloro che ne soffrono ad alimentarsi in maniera compulsiva la sera e la notte, in quantità maggiori che nel resto della giornata. Scopriamone insieme di più! 

Sindrome di Night Eating: la notte passata davanti al frigo FINIRE

La sindrome di Night Eating, NES, è una sindrome che fa parte dei disturbi dell’alimentazione, con la presenza anche di una componente psicologica, e si caratterizza per la concomitanza di tre fasi distinte:

  • l’anoressia mattutina;
  • l’insonnia;
  • l’iperfagia notturna (che può diventare addirittura compulsiva con la conseguenza che si trascorre praticamente la notte davanti al frigo).

Questo innesca un circolo vizioso, con conseguenze negative sull’orologio biologico sia per quanto riguarda il sonno che per l’alimentazione.

Tale sindrome è stata scoperta abbastanza di recente ed ha una incidenza dell’1,5% sulla popolazione mondiale, con prevalenza femminile. Caratteristica delle società industrializzate e benestanti, è praticamente assente nei paesi poveri e in quelli in via di sviluppo.

Sindrome Night Eating: cos’è?

Sindrome di Night Eating: la notte passata davanti al frigo FINIRE

La NES fa la sua comparsa intorno ai 30-40 anni, ma ciò non toglie che la sua insorgenza possa essere anche in concomitanza con l’apparire dei primi disturbi dell’alimentazione, quindi in età adolescenziale.

Le cause sono essenzialmente legate allo stile di vita moderno, che spesso costringe a ritmi frenetici che il più delle volte non danno la possibilità di consumare un pasto normale a metà giornata, ma solo un panino al volo, e via; a nulla valgono le raccomandazioni di ritagliarsi, durante la giornata, uno spazio da dedicare a se stessi e ad un pasto normale.

La conseguenza di questi ritmi forsennati e di questa alimentazione approssimativa è una sensazione di fame biologica che si presenta nel solo momento tranquillo della giornata, la notte.

Ed ecco che allora dopo 2-3 ore dall’essersi addormentati ci si sveglia con la sensazione di fame da placare e si corre in cucina per assaltare il frigo; e questo capiterà per 2-3 volte durante le ore notturne.

Per placare la sensazione di ansia e di fame, verrà data preferenza ai cibi ricchi di grassi, zuccheri e carboidrati, dopo di chè si potrà far ritorno a letto, ma solo temporaneamente, perchè dopo poco ci si troverà nelle stesse condizioni di prima.

I soggetti afflitti da NES assumono durate la notte fino al 70,5% delle calorie giornaliere, con inevitabili conseguenze sulla forma fisica.

Si tratta di un disturbo difficile da curare, per cui oltre alla psicoterapia e ad un adeguato supporto farmacologico, bisognerà fare ricorso ad una attenta dieta alimentare, ma soprattutto sarà necessario imparare a gestire meglio i proprio tempi e la propria alimentazione durante la giornata, a partire dalla prima colazione del mattino.