Iperattività Infantile: sintomi e spiegazioni

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Che cos’è l’Iperattività Infantile

La sindrome di iperattività infantile, conosciuta anche come sindrome ipercinetica o disturbo dell’attenzione, è una patologia che colpisce in maniera più diffusa i maschietti che le femminucce e si manifesta per lo più in età scolare anche se i primi sintomi possono essere rintracciati già attorno ai due anni.

Quando si manifesta il disturbo dell’attenzione?

I bambini iperattivi possono essere “scoperti” in età scolare proprio perché è quello il periodo in cui l’interazione sociale è molto spinta: insegnanti e coetanei sono i punti di riferimento e proprio con questi il bambino affetto da iperattività manifesta le sue problematiche.
Andiamo adesso a vedere cosa si intende per bambini iperattivi, essendo questo un termine particolarmente soggetto ad interpretazione.

Un bambino vivace può avere il disturbo dell’attenzione?

Un bambino con disturbo dell’attenzione, non è un bambino vivace, si tratta piuttosto di un soggetto “motorizzato”, che rende le attività ad esempio scolastiche impossibili a tenersi, rendendole impossibili anche agli altri.
Non solo a scuola però, il disturbo si attiva anche in tutti gli altri contesti, identificando l’iperattività come un tratto determinante del carattere.

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Cause Iperattività Infantile

Inizialmente si riteneva fosse un difetto cerebrale ma nel tempo tale approccio è stato smontato anche se, nell’eziopatologia si parla ancora di predisposizione genetica in cui i neurotrasmettitori a carattere inibitorio funzionano non correttamente.
I bambini iperattivi vengono seguiti dal neuropsichiatra e sono trattati farmacologicamente, questo per evitare la stabilizzazione della patologia nel corso della vita.

Psicologia del disturbo dell’attenzione

La spiegazione psicologica alla sortita dell’iperattività risiede probabilmente nella predisposizione naturale che ha un figlio a richiedere attenzione da parte dei genitori, o da chi ne è tutore, sin da quando nasce. Il problema ovviamente si verifica quando tale predisposizione viene spinta all’estremo.

Il consiglio è quello però di non generalizzare troppo e di non scambiare normale vivacità per iperattività, affidatevi sempre dunque alle indicazioni dei medici!