Neonato e sonno


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Il sonno del neonato differisce profondamente da quello egli adulti, ma il problema è che a volte i genitori non se ne rendono conto, o meglio, non si spiegano perchè accadono certe cose.

La condizione a volte ricorrente, che fa spesso dire alle madri che il figlio ha scambiato la notte per il giorno, ha in effetti una spiegazione legata alle abitudini che aveva il bambino quando era ancora nel grembo materno.

In quel periodo, infatti, il bambino dormiva preferibilmente durante il giorno, quando era in un certo senso cullato dalle normali attività che la madre compiva durante la giornata, mentre era sveglio durante la notte.

Si tratta tuttavia di  una situazione che va normalizzandosi, il più delle volte, molto rapidamente, anche se ci sono casi nei quali questa condizione perdura per diversi mesi.

Va anche considerato che , nei primi mesi di vita, il bambino vive di sensazioni primordiali, legate essenzialmente alla fame e alla sete, ed è anche per questo che assume pasti frequenti, frequenza che in caso di allattamento al seno può raggiungere anche le 12 poppate nell’arco delle 24 ore.

Per cui è essenziale che i genitori si abituino in fretta a questi nuovi ritmi ed è inoltre impensabile che possano cercare di imporre ritmi diversi al neonato, almeno nei primi mesi di vita.

Sarà lui, con il passare dei giorni a modificare le sue abitudini, ma lo farà gradatamente e spontaneamente, senza bisogno di interventi esterni.

Ai genitori, tuttavia, toccherà il compito di non far prendere al proprio piccolo delle cattive abitudini come quella di addormentarlo in braccio o, peggio ancora, di farlo dormire con la luce accesa, per il desiderio di tenerlo sotto costante controllo.

La luce avrebbe un effetto negativo sui ritmi circadiani del bambino che, si sa, sono fortemente influenzati dalla luce, e quindi sarà inutile poi meravigliarsi se il bambino dovesse avere dei ritmi veglia/sonno poco ortodossi.


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