Smartphone e tablet: pericoli per la vista dei bambini e ragazzi


L’uso prolungato dei videoterminali, tra lezioni a distanza e contenuti in streaming, e l’impossibilità di stare all’aria aperta, rischiano di provocare disturbi visivi e peggiorare difetti come la miopia. Parla l’esperta. 

minion-1372252-1280 Alexas Fotos da Pixabay


Sono molti italiani gli italiani – quasi 2 milioni di persone, secondo le stime – che stanno lavorando in modalità smart working, per i quali è incrementato parecchio il tempo trascorso davanti a computer, tablet e cellulari.

Allo stesso modo, stanno aumentando notevolmente le ore trascorse davanti ai dispositivi elettronici per tanti studenti che stanno seguendo le lezioni di didattica a distanza.

Gli esperti del settore avvisano: tutto ciò potrebbe avere ripercussioni negative sulla vista. Soprattutto su quella dei bambini con difetti refrattivi, che potrebbero uscire dalla quarantena con un maggior affaticamento e rischio di accentuazione dei disturbi visivi.

Occhio secco: attenzione all’uso prolungato dei videoterminali


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Ha spiegato Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico universitario IRCCS Gemelli di Roma e membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti (AIMO): “È già ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che sia l’utilizzo prolungato dei videoterminali sia le attività svolte all’interno delle proprie abitazioni sono tra i principali fattori di rischio dell’occhio secco”.

Ha proseguito l’esperta di AIMO: “Lo sviluppo, ma anche l’aggravamento dei sintomi dell’occhio secco sono legati anche al tipo di microambiente. Pensiamo alla percentuale di umidità o di particolati e particelle che possono esserci all’interno delle abitazioni. Molto spesso gli edifici, soprattutto quelli vecchi, non hanno un sistema di areazione, per questo è importante scegliere con cura l’ambiente casalingo in cui mettersi a lavorare”.

I rischi per la vista: ambienti chiusi e stare poco all’aria aperta

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Fasciani ha sottolineato i possibili problemi legati allo stare troppo a lungo in un ambiente chiuso: “Uno dei meccanismi messo in relazione con l’aumento della miopia nei bambini è l’assenza di vita all’aria aperta, perché la luce del sole influisce sulla produzione di alcuni neurotrasmettitori che probabilmente sono implicati a livello retinico e sclerale nella crescita”.

Ha aggiunto la dottoressa: “I bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. Questo è un aspetto che preoccupa gli oculisti nel caso l’attività scolastica e-learning perduri per molti mesi, quando riprenderanno a fare i controlli, e potrebbero trovare i bambini miopi in osservazione con un incremento della miopia”.

Nessuna critica, ovviamente, per la scolarizzazione telematica che, ha sottolineato la specialista, “ci ha ‘salvati’”, ma, ha aggiunto, “dal punto di vista della salute dell’occhio andrebbe fatta rispettando tempistiche di riposo per ridurre l’impatto sull’affaticamento visivo”.

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